SCIENZE MOTORIE ONLINE: IL “MURO” DEL ROOM TOUR CHE FERMA IL FUTURO DEGLI STUDENTI
Di Fabio Faiola
ROMA – Studiare il movimento umano restando bloccati davanti a uno schermo che si blocca, è il paradosso che sta colpendo migliaia di iscritti ai corsi di laurea in Scienze Motorie, e non solo, delle principali università telematiche italiane. Da quando il sistema di sorveglianza digitale, il cosiddetto “Room Tour”, è diventato obbligatorio, per via della riforma Bernini, il percorso accademico per molti si è trasformato in un’odissea tecnica che rasenta l’impossibilità di sostenere gli esami.
Il miraggio della flessibilità
Nate per agevolare atleti e lavoratori ed abbattere le barriere spazio-temporali, le università telematiche stanno vivendo una crisi di sistema. Se prima dell’introduzione delle nuove procedure di controllo l’esame online rappresentava un punto di forza, oggi il software di proctoring (il monitoraggio video costante) sembra essere diventato un filtro insormontabile. Molti studenti, infatti, denunciano espulsioni arbitrarie dalla piattaforma proprio durante la lettura delle domande, con il sistema che “crasha” o segnala anomalie inesistenti.
Il costo del disservizio
Il problema non è solo accademico, ma economico. Gli studenti continuano a pagare rette onerose e tasse per lo sblocco delle sedi d’esame, senza però avere la garanzia tecnica di poter completare la prova. Una situazione “irrazionale e ingiusta”, come definita da molti iscritti, che si sentono abbandonati da segreterie spesso non abilitate a fornire supporto fisico o soluzioni alternative in presenza, quando la soluzione sarebbe parlare con dei tecnici informatici, che dovrebbero fornire gli atenei stessi per sbloccare le criticità.
Il paradosso del controllo: chi ci rimette?
Mentre il “Room Tour” nasce per contrastare i tentativi di copia, l’effetto collaterale è devastante: colpisce chi è onesto ma non possiede connessioni ultra-veloci o computer di ultima generazione. Il sospetto che serpeggia tra i forum degli studenti è che si tratti di una “selezione tecnica” involontaria (o peggio, di una mancanza di investimenti nei server), dove la responsabilità del malfunzionamento viene sistematicamente scaricata sull’utente finale.
IL MANUALE DI SOPRAVVIVENZA: POSSIBILI SOLUZIONI
Per chi si trova bloccato in questo limbo, ecco una sintesi delle strategie per provare a superare il muro digitale:
1. Il “Blindaggio” Tecnico
- Cavo Ethernet vs Wi-Fi: Abbandonare il Wi-Fi. Un cavo Cat6 (costo circa 10€) elimina le micro-interferenze che fanno impazzire il software di Room Tour.
- Hardware di prova: Se il sistema crasha ripetutamente, il problema potrebbe essere l’incompatibilità tra il software e i driver del PC. Provare a sostenere l’esame da un dispositivo più recente può fare la differenza.
- Pulizia Software: Disattivare antivirus e pulire la cache di Chrome prima di ogni accesso.
2. Strategie Amministrative a Difesa dei Diritti
- Documentazione degli errori: Fotografare o filmare ogni blocco del sistema. Senza prove visive, l’ateneo classificherà l’errore come “problema di rete dell’utente”.
- Reclami via PEC: Inviare comunicazioni formali via Posta Elettronica Certificata per contestare il mancato servizio e richiedere lo sblocco gratuito della sessione successiva.
3. La Valutazione del Trasferimento
- Prima di cambiare ateneo (rischiando di perdere esami già sostenuti causa mancato riconoscimento dei CFU), è fondamentale richiedere una prevalutazione scritta e confrontare se l’infrastruttura tecnologica del nuovo ateneo sia realmente differente o basata sullo stesso software.
Conclusione
Rinunciare agli studi a pochi esami dal traguardo è la sconfitta di un sistema che dovrebbe promuovere la cultura e lo sport. La tecnologia deve essere un ponte, non un muro. Se gli atenei telematici, poco accorti ed onesti, non adegueranno i propri server alla pesantezza dei controlli richiesti, il rischio sarà quello del crollo delle iscrizioni, con la conseguente fuga verso le università tradizionali; con la fine del sogno della “laurea a portata di click” per molti.
Tuttavia, quel giorno, speriamo non giunga mai, perchè finirà la speranza di molti studenti lavoratori che, pur impegnandosi al massimo, facendo sacrifici enormi e pagando regolarmente rette e sedi d’esame, come suddetto, saranno costretti ad ammainare bandiera bianca per via della mancanza di serietà delle stesse Università online, che lucrano su quello che dovrebbe essere un diritto acquisito ormai da tempo, ovvero quello allo studio a qualsiasi età; perchè nella vita, per restare al passo coi tempi, bisogna sempre formarsi ed aggiornarsi, indipendentemente dai propri obiettivi personali.























