Milan, squadra prigioniera di Amorim?

Milan, squadra prigioniera di Amorim?

Dopo tre partite di campionato, il bilancio rossonero non è male: due vittorie e un pareggio, cinque reti realizzate è una subita, sette punti in classifica. Il Milan ha affrontato in successione Torino, Venezia e Juventus.

La squadra ha cambiato pelle, passando da Massimiliano Allegri a Ruben Amorim. Allenatori dalle filosofie opposte, più difensivo il primo e più offensivo il secondo. L’obiettivo del Milan è sempre lo stesso: la qualificazione alla Champions League.

Dal calcio mercato sono arrivati i giocatori importanti come Mario Gila, Goncalo Ramos, Alphadjo Cissè, Diego Moreira, Oumari Hutchinson, Aurelien Guernier e Sankhoun Bocum Diawara. È andato via definitivamente Rafael Leao, dopo sette anni di Milan.

Si è passati dal 3-5-2 al 3-4-2-1. È cambiata anche l’interpretazione delle gare, la squadra cerca sempre il possesso palla e il dominio del gioco, accettando qualche rischio in fase difensiva. Il nuovo allenatore del Milan sta cercando un equilibrio tra le due fasi.

Tuttavia la sensazione è che i giocatori a disposizione del tecnico portoghese non siano proprio gli interpreti ideali del suo modo di giocare. Il Milan sembra una squadra perfetta per il 4-3-3.

Il timore è che  l’integralismo tattico del nuovo condottiero lusitano alla lunga possa nuocere alle caratteristiche dei singoli giocatori. Per esempio domenica scorsa contro la Juventus, Adrien Rabiot e Alexis Saelemaekers hanno fatto male.

Secondo noi, se i risultati dovessero venire meno, verrà meno anche la fiducia del gruppo squadra nei confronti dei mister. Al momento tutti è sottolineiamo tutti stanno provando a seguire le indicazioni tattiche del tecnico con la massima disponibilità.

 

 

Cristiano Mezzi, nato a Lecce il 16/09/1972 ed ex giocatore di calcio (giovanili FC Inter) e pallacanestro. Articolista on-line da oltre 15 anni.

33 articoli