Scontri Puteolana-Portici, gara di Eccellenza Campana giocata domenica e che ha avuto un epilogo drammatico al termine. Un tifoso del Portici è stato aggredito da un gruppo di facinorosi e lotta ancora tra la vita e la morte. Arrestato il presunto colpevole.
Scontri Puteolana-Portici: gli arresti
Sono otto le persone arrestate in relazione agli incidenti avvenuti al termine della partita tra Puteolana e Portici, episodi che hanno avuto conseguenze gravissime per un tifoso di 34 anni originario di Portici. L’uomo è tuttora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli e si trova in coma dopo aver riportato un serio trauma cranico provocato da un colpo alla testa.
Un giovane ha confessato
Tra gli arrestati figurano cinque maggiorenni e tre minorenni. Per tutti l’accusa contestata è quella di rissa aggravata. Particolarmente delicata la posizione di un 19enne, che avrebbe ammesso le proprie responsabilità durante gli accertamenti. Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato lui a impugnare una mazza di legno e a colpire il 34enne, provocandogli le gravissime lesioni alla testa. Nei suoi confronti viene contestato anche il reato di lesioni gravissime.
Gli arresti sono scattati durante la notte al termine di un’indagine condotta in tempi rapidi dalla Polizia di Stato e dai carabinieri. Gli investigatori hanno lavorato sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Napoli, con le attività investigative seguite dai pm Siracusa e Regine. Le misure adottate sono quelle della cosiddetta flagranza differita, uno strumento che consente di intervenire anche successivamente rispetto ai fatti sulla base degli elementi raccolti attraverso le immagini e gli altri accertamenti.
La vicenda si è verificata nelle vicinanze degli accessi alla Tangenziale, dove quanto accaduto dopo la partita avrebbe assunto caratteristiche particolarmente violente. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo nel dettaglio la dinamica degli scontri e il ruolo avuto dalle singole persone coinvolte.
Il 34enne Mario Spedaliere resta ricoverato in terapia intensiva
I disordini sono esplosi domenica scorsa, subito dopo il match tra Puteolana e Portici disputato a Pozzuoli. Al termine dell’incontro, le tensioni tra le due tifoserie sono sfociate in una serie di aggressioni e violenti scontri in strada.
Nel corso dei disordini il 34enne di Portici è stato colpito alla testa. Dopo l’impatto ha perso conoscenza ed è rimasto a terra, rendendo necessario l’intervento dei soccorritori del 118. Le sue condizioni sono apparse immediatamente molto gravi e il successivo ricovero in ospedale ha confermato la serietà del trauma riportato.
Il giovane continua a essere assistito dai medici nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Santa Maria delle Grazie. La prognosi resta legata all’evoluzione delle sue condizioni cliniche.
La vicenda ha provocato grande preoccupazione anche nella comunità locale. Nelle ore successive all’aggressione, il parlamentare Francesco Emilio Borrelli, esponente di Alleanza Verdi-Sinistra, aveva rivolto un appello alle persone coinvolte affinché si presentassero alle autorità.
In ospedale, accanto ai familiari della vittima, sono arrivati anche i sindaci di Pozzuoli e Portici, Luigi Manzoni e Claudio Teodonno, che hanno voluto portare la propria vicinanza alla famiglia del 34enne.
Le indagini proseguono
Il lavoro degli investigatori, intanto, non si ferma agli otto arresti effettuati nella notte. Secondo una prima ricostruzione, sarebbero state circa quaranta le persone coinvolte a vario titolo nei disordini avvenuti dopo la partita.
Al momento gli investigatori avrebbero identificato una decina di partecipanti agli scontri, anche grazie all’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Le immagini rappresentano infatti uno degli elementi fondamentali per ricostruire la sequenza degli episodi, individuare i responsabili e stabilire con maggiore precisione il ruolo ricoperto da ciascun partecipante.
Gli accertamenti continueranno quindi anche nei prossimi giorni. L’obiettivo degli inquirenti è fare piena luce sulla dinamica dell’aggressione, verificare le responsabilità individuali e identificare eventuali altre persone coinvolte negli scontri.