Il dibattito sul futuro del tennis mondiale torna ad accendersi e questa volta a intervenire è Carlos Alcaraz. Il campione spagnolo si è espresso sulla possibilità di modificare il tradizionale formato degli incontri maschili nei tornei del Grande Slam, schierandosi apertamente a favore delle partite al meglio dei cinque set.
Secondo Alcaraz, il problema principale del tennis moderno non sarebbe la durata degli incontri negli Slam, quanto piuttosto un calendario estremamente intenso, che lascia sempre meno spazio al recupero fisico e mentale dei giocatori.
Alcaraz: i cinque set fanno parte della storia degli Slam
Negli ultimi mesi si è discusso molto della possibilità di ridurre la durata delle partite maschili nei quattro Major, introducendo eventualmente il formato al meglio dei tre set anche nelle fasi iniziali.
Alcaraz, però, non sembra favorevole.
Per il tennista spagnolo, le partite al meglio dei cinque rappresentano uno degli elementi che rendono Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open differenti rispetto agli altri tornei del circuito.
Una modifica così importante rischierebbe quindi di cambiare una parte fondamentale dell’identità e della tradizione del tennis.
Il vero problema è il calendario ATP
Alcaraz ha invece puntato l’attenzione sul numero di tornei e sulla distribuzione degli appuntamenti durante la stagione.
Il circuito professionistico occupa praticamente tutto l’anno e i migliori giocatori devono gestire contemporaneamente Masters 1000, tornei ATP 500, Slam e competizioni a squadre.
Una situazione che negli ultimi anni ha alimentato il dibattito sul tema degli infortuni e della gestione fisica degli atleti.
Lo stesso Alcaraz ha dovuto convivere con diversi problemi fisici nel corso della stagione, restando lontano dal circuito per diversi mesi.
Le partite notturne fanno discutere
Un’altra questione riguarda gli orari delle partite.
All’ultimo US Open, alcune sfide sono terminate nel cuore della notte. Proprio un match di Alcaraz si è concluso alle 3:33 del mattino, alimentando nuovamente le polemiche sulla programmazione dei tornei.
Terminare una partita a quell’ora significa inevitabilmente modificare anche la preparazione della giornata successiva: recupero, fisioterapia, alimentazione e sonno diventano molto più difficili da organizzare.
Per questo una parte dei giocatori chiede da tempo maggiore attenzione nella gestione delle sessioni serali.
Il tennis cerca una soluzione
Il tema della salute e del carico di lavoro dei tennisti è ormai diventato centrale.
Gli organizzatori dei tornei del Grande Slam hanno creato anche un nuovo organismo consultivo dedicato ai giocatori, con l’obiettivo di aumentare il confronto sulle principali problematiche del circuito. Alcaraz e Jannik Sinner, tuttavia, non risultano tra i componenti indicati del nuovo organismo.
La discussione coinvolge inevitabilmente anche ATP e organizzatori dei tornei. Dal punto di vista del circuito, i giocatori conservano comunque una certa autonomia nella scelta degli eventi ai quali partecipare durante l’anno.
Il problema nasce però dal peso dei punti in classifica e dalla necessità, per chi punta alle prime posizioni del ranking, di partecipare a numerosi appuntamenti.
Alcaraz guarda al futuro del tennis
La posizione dello spagnolo appare quindi chiara: non cambiare la struttura degli Slam, ma intervenire sull’organizzazione complessiva della stagione.
Un dibattito destinato probabilmente a continuare anche nei prossimi mesi, soprattutto considerando il crescente numero di giocatori che negli ultimi anni hanno evidenziato difficoltà fisiche durante una stagione particolarmente lunga.
Il tennis moderno deve trovare un equilibrio tra spettacolo, tradizione, esigenze televisive e salute degli atleti.
Alcaraz, almeno per quanto riguarda gli Slam, sembra avere pochi dubbi: il fascino dei cinque set deve rimanere. Il vero terreno sul quale discutere, secondo lo spagnolo, è invece il calendario internazionale, sempre più congestionato e al centro delle proteste dei protagonisti del circuito.