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Regione, il Consigliere Borraccino: ‘Le Sanitaservice non sono il problema, ma parte della soluzione’

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Regione, il Consigliere Regionale, Cosimo Borraccino: ‘Le Sanitaservice non sono il problema, ma parte della soluzione’

Nel dibattito sul disavanzo della sanità pugliese servono rigore, dati e senso delle proporzioni.
Per questo appare riduttivo individuare nelle Sanitaservice, come fa il collega De Leonardis, una delle cause del deficit regionale.
È una lettura politicamente efficace, ma economicamente e contabilmente poco convincente. Attribuire alle società in house la responsabilità del “buco” della sanità significa confondere gli effetti contabili con le cause reali della spesa.
Quando un servizio viene internalizzato è fisiologico che aumenti di costo del personale, ma ciò non comporta necessariamente un incremento della spesa complessiva, anzi spesso accade il contrario.
Prima dell’internalizzazione gli stessi servizi erano affidati a imprese esterne.
La pubblica amministrazione pagava non solo il costo del lavoro, ma anche utili d’impresa, spese generali, costi amministrativi, intermediazioni e, talvolta, ulteriori subappalti.
Il modello delle società in house, che ricordo come il caso pugliese sia un UNICUM a livello nazionale, nasce proprio per eliminare tali costi, riportando sotto il controllo pubblico attività essenziali e garantendo maggiore efficienza, trasparenza e capacità di programmazione.
I numeri aiutano a comprendere la reale dimensione del fenomeno. Come ha evidenziato in un suo pregevole lavoro Luigino Sergio, docente a Unisalento, le risorse destinate alle Sanitaservice rappresentano mediamente appena il 2-3% del valore della produzione delle ASL pugliesi.
È quindi difficile sostenere che un comparto di tali dimensioni possa essere il principale responsabile di un disavanzo di centinaia di milioni di euro.
Le vere determinanti dell’equilibrio finanziario della sanità vanno ricercate in primis nel mancato finanziamento da parte del Governo alle regioni del fondo sanitario nazionale e nella spesa farmaceutica, nelle prestazioni sanitarie, nella mobilità passiva, nell’organizzazione ospedaliera.
Anche la composizione dei costi conferma questa lettura: tra l’85% e il 93% delle spese delle Sanitaservice è costituito dal personale.
Ciò dimostra che non si tratta di centri di spesa per acquisti sanitari, tecnologie o farmaci, ma di strumenti organizzativi attraverso i quali vengono gestiti servizi di supporto – ausiliariato, logistica, servizi tecnici, trasporti sanitari e attività amministrative – che in passato erano svolti da cooperative e imprese esterne. Anche il tema delle assunzioni merita di essere affrontato senza slogan.
Molti lavoratori assunti dalle Sanitaservice operavano già negli stessi servizi attraverso appalti e quindi sono stati tutti assunti con la stabilizzazione.
Eliminando i margini di profitto delle imprese esterne, l’internalizzazione può produrre risparmi permanenti e una migliore qualità dei servizi.
Non convince neppure l’affermazione secondo cui le Sanitaservice sarebbero “fuori controllo”.
Le società in house sono sottoposte per legge al controllo analogo, cioè a un sistema di indirizzo e vigilanza esercitato dall’ente pubblico come se fossero propri uffici. Inoltre, nella precedente legislatura regionale, il già Presidente Michele Emiliano dispose ulteriori verifiche attraverso il NIRS – Nucleo Ispettivo Regionale Sanitario – organismo incaricato di effettuare ispezioni e controlli sul funzionamento delle strutture sanitarie.
Se la Corte dei conti ha evidenziato l’esigenza di rafforzare i sistemi di controllo, ciò rappresenta uno stimolo al miglioramento organizzativo, non la prova dell’assenza di vigilanza. Naturalmente nessuna organizzazione è perfetta.
Le Sanitaservice possono e devono continuare a migliorare, rafforzando controlli, trasparenza, indicatori di performance e modelli organizzativi.
Ma una cosa è promuovere correttivi e innovazione, altra è trasformarle nel capro espiatorio del disavanzo sanitario.
Le criticità della sanità pugliese richiedono analisi serie e soluzioni strutturali.
Le Sanitaservice, se ben governate, rappresentano invece uno strumento moderno di gestione pubblica, capace di ridurre il ricorso agli appalti, aumentare il controllo dell’amministrazione e migliorare l’efficienza dei servizi. Per questo il dibattito dovrebbe abbandonare le semplificazioni e partire dai dati: le Sanitaservice non sono il problema della sanità pugliese, ma possono continuare a essere una parte importante della sua soluzione.
Infine, ma non per ultimo va considerato l’aspetto umano e la dignità che hanno acquisito oltre 10.000 lavoratori in questi anni che sono passati da rapporti privatistici con contratti molto spesso vergognosi per la retribuzione ad una vera dignità.
26 luglio 2026
Consigliere Regionale  
Cosimo Borraccino

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