Non sarebbe stata una passeggiata di salute, era chiaro fin dall’inizio di questo intenso mese di Luglio, ma la sfortuna alla quale Michele Mancin ha dovuto far fronte in provincia di Treviso non è stata poca, stringendo i denti soprattutto la Domenica.
Questa, in sintesi, la due giorni del pilota di Rivà alla Cronoscalata Vittorio Veneto – Cansiglio, terzo atto consecutivo in tre settimane che contava la doppia validità per il Campionato Italiano Velocità Montagna, in zona nord, e per l’International Race Salita.
Il polesano, sulla Citroen Saxo gruppo A curata da Assoclub Motorsport, chiudeva con un buon bilancio la giornata di prove del Sabato, firmando il secondo di classe ed il terzo di gruppo nel primo passaggio mentre nel successivo siglava rispettivamente il primo ed il secondo.
“Sono stato abbastanza contento delle prove” – racconta Mancin – “e siamo partiti alla ricerca di un buon setup, non avendo storico su questa gara, ottenendo risultati interessanti. Tra le due prove ho studiato per bene il percorso, capendo dove dovevo fidarmi di più. Il cronometro ci ha dato ragione, anche se non è stato facile con un asfalto così mosso. Eravamo contenti.”
Un buon avvio che veniva presto vanificato Domenica da una gara 1 nella quale il portacolori di Gaetani Racing decideva di non prendere il via, accusando un problema tecnico.
“Nell’avvicinarmi alla zona di incolonnamento” – aggiunge Mancin – “ho sentito che qualcosa non era a posto sullo sterzo. Il volante andava dove voleva e sentivo dei rumoracci provenire dall’anteriore. Ho controllato tutto ma, ripresa la marcia verso l’allineamento, quei rumori continuavano. A quel punto ho preferito non rischiare e sono rientrato al paddock. Con i ragazzi abbiamo rilevato che il differenziale si era bloccato. Ci ha colpito una sfortuna incredibile.”
Pur diventando trasparente ai fini della classifica finale Mancin decideva comunque di prendere il via di gara 2, riuscendo a conquistare qualche punto prezioso in chiave IRS Cup con il quinto posto di gruppo A-S e con il quarto tra le vetture di classe A-S1600.
“Ho vissuto una gara 2 dignitosa” – conclude Mancin – “ma è naturale che la Saxo non era al top. Scorbutica, instabile al posteriore ma il tempo è stato decoroso, segnato con gomme usate perchè tanto dovevamo puntare solamente ad arrivare in fondo per qualche punto nell’IRS Cup. Resta tanta amarezza perchè siamo certi che qui avremmo avuto il potenziale per fare molto bene. Sfrutteremo la pausa estiva per smontare tutto e per tornare ancora più agguerriti.”





















