Maldini e Trepy, due calciatori giovani e molto interessanti. Entrambi di proprietà del Cagliari, entrambi reduci da casi particolari, ma uniti da un fattore comune.
Daniel, figlio di Paolo, è rimasto coinvolto in un incidente stradale a Milano.
Nelle ore immediatamente successive all’accaduto inoltrer si era vociferato anche di un possibile utilizzo di sostanze stupefacenti.
Analisi, contro analisi; tutto rientrato, il fatto non sussiste nella maniera più categorica.
Il ragazzo è rimasto scosso, ma soprattutto stupito in maniera negativa dall’ accanimento mediatico scatenatosi nei suoi confronti.
Stesso trattamento anche quello ricevuto da Trepy, giovane francese che da poco tempo calca i terreni di gioco della massima serie.
Per lui il caso fu differente e ben più grave.
Il ragazzo ha infatti seriamente rischiato di morire annegato in piscina.
Anche per lui la gogna mediatica è scattata in maniera puntuale.
Maldini e Trepy, uniti da un fattore comune
Entrambi i ragazzi bersagliati dalla stampa e dai social network, con illazioni e cattiverie gratuite, sono stati “protetti dal loro club”.
Il Cagliari infatti non ha mai fatto supposizioni o attacchi di nessun genere.
Ha sempre scelto e mantenuto la linea del silenzio e della prova effettiva.
Solo dopo, ha preso parola, difeso i propri ragazzi, accompagnandoli nel loro percorso di ripresa.
La dirigenza rossoblu ha quindi dimostrato grande professionalità e determinazione.
Ma soprattutto ha evidenziato un senso di responsabilità e protezione verso due ragazzi, che hanno commesso degli errori di valutazione.

Tuttavia, crocifiggerli e darli in pasto al mondo selvaggio della comunicazione ( o disinformazione dilagante), sarebbe stato l’errore più grave da commettere.
Averli tenuti lontani dai microfoni e dal mondo social (fino a prova contraria) è stata la mossa vincente.
Episodi e condotta del club, che aiuteranno i giovani a crescere ed imparare dagli errori commessi.