Calcio Italia? Un vero e proprio fallimento che ha radici profonde e che risalgono a circa venti anni fa. Il calcio si autodistrusse, senza avere la forza e la volontà di ripartire con riforme vere.
Calciopoli, cosi fu chiamato lo scempio dell’estate 2006, che fece urlare molti alla legalità alla trasparenza; niente di più sbagliato.
Dal giorno il calcio italiano ha iniziato la sua parabola discendente, culminata in tre edizioni dei mondiali senza l’Italia, Nazionale che ha vinto nella sua storia ben 4 edizioni della massima espressione calcistica per nazioni.
Dopo quella “sentenza” il calcio è stato messo in mano alla politica, che come sempre è in grado di distruggere qualsiasi cosa tocchi, rendendola qualcosa di torbido, altro che trasparenza!
La federazione italiana giuoco calcio è composta da politici, a partire dal presidente Gravina, gente che non ha mai calcato un campo di calcio, persone che non sanno nulla, ma che fanno solo gli interessi di quella o quell’altra corrente politica.
Questa è la rovina del calcio italiano.
Calcio Italia, c’è solo una ricetta valida
La federazione dovrebbe essere composta da persone di calcio, gente che è cresciuta nel mondo del pallone, a partire dalle serie più basse, fino alla massima serie.
Persone che conoscono veramente gli ingranaggi che fanno girare il mondo del pallone.
Abodi adesso ha chiesto le dimissioni degli elementi che compongono la Figc.
Giusto e corretto; va fatta piazza pulita senza guardare in faccia nessuno.
Fare le riforme profonde, partendo dal numero di stranieri che possono giocare a partire dalle squadre giovanili.
Non per essere razzisti o fesserie simili, ma per preservare e rilanciare i nostri ragazzi, quelli che un giorno potranno diventare calciatori veri.
I blocchi delle squadre sono quelli che in genere fanno vincere le Nazionali.
Perchè? Perchè si conoscono a memeoria, giocano insieme nel club, e trascinano il resto del gruppo.
La nazionale ha poche occasioni per far stare insieme i ragazzi, e quindi se ha un blocco forte, parte con dei vantaggi certi.
Per creare i blocchi, vanno limitate le presenza di calciatori stranieri, esattamente come accadeva un tempo.
Si rischia di diventare impopolari?
E chi se ne frega!
L’importante è ritrovare la forza, fare le riforme e ripartire dai settori giovanili, insegnando ai ragazzi di finirla anche con il fare le sceneggiate per ogni spintarella, le costruzioni dal basso e altre cose che con il ostro calcio non hanno nulla a che fare.
Non esistono altre ricette vincenti, si deve ripartire dal basso, lavorando anche e soprattutto sulla testa dei giovani.















