Giulini è il presidente del Cagliari da ormai dodici anni. Un periodo abbastanza lungo che sarebbe dovuto essere sufficiente per comprendere cosa significhi rappresentare un club storico di serie A.
Invece siamo alle solite.
Dopo una serie infinita di promesse mai mantenute (stadio pronto per il centenario, partecipazione alle coppe europee e chi più ne ha più ne metta).
Dopo la gara ad alta tensione di sabato pomeriggio contro la Cremonese, il presidente ha rilasciato delle dichiarazioni che hanno fatto storcere, e non poco, il naso ai tifosi rossoblu.
Il presidente infatti si è lamentato del fatto che i tifosi allo stadio a fine primo tempo abbiano fischiato la squadra, rea di aver disputato una prima frazione di gioco a dir poco soporifera.
Sui social e non solo è partita una sorta di crociata contro il numero uno rossoblu.
I tifosi che vanno allo stadio, hanno sempre il diritto di applaudire o fischiare i calciatori, esattamente come in ogni altro spettacolo pubblico o privato.
Questa è la base della democrazia.
Giulini, il pubblico cagliaritano ne ha subite troppe
Tra l’altro il pubblico rossoblu è sempre stato uno dei più corretti e ricco di pazienza, visto che troppo spesso è costretto a vedere la propria squadra invischiata nella lotta per non retrocedere.
Un popolo di tifosi che continua ad andare ad assistere alle gare casalinghe della propria squadra in uno stadio “provvisorio”, preso in giro dalla società e dalle istituzioni, circa la costruzione del nuovo impianto, non avrebbe nemmeno il diritto di manifestare civilmente il proprio dissenso?
Il pubblico cagliaritano merita rispetto, ne merita tanto, perché da anni continua a masticare amaro e deve digerire questioni che hanno i contorni dell’inverosimile.
Chiedergli di non poter nemmeno manifestare il proprio dissenso è qualcosa che fa comprendere agli stessi tifosi, di aver a che fare con una società al di fuori da ogni realtà e logica che gravita intorno al mondo del calcio e non solo.
Forse talvolta sarebbe meglio tacere, e prima di chiedere qualcosa farsi un esame di coscienza profondo, per comprendere se si è nella posizione giusta per poter fare determinate affermazioni.





