Rocchi il capo degli arbitri è stato indagato perché reo, secondo la procura milanese, di favorire l’Inter con arbitraggi amici.
Una situazione strana, un nuovo terremoto che sta scuotendo il nostro calcio, già screditato da Var e altre situazioni al limite del ridicolo.
Adesso il vaso potrebbe essere scoperto, sempre che non arrivi il contro ordine dall’alto.
Questa ipotesi adesso però comincia a scricchiolare, perché la questione è finita si tutti i giornali.
Che il campionato fosse “indirizzato” in favore della capolista, era ormai fin troppo evidente, ma non per tutti.
Troppi errori arbitrali pro Inter per sembrare semplicemente un caso o semplici coincidenze.
Al capo dei designatori arbitrali Gianluca Rocchi è stato infatti recapitato dalla Procura della Repubblica di Milano un avviso di garanzia con l’accusa di “concorso in frode sportiva”.
Stesso trattamento riservato a Gervasoni.
In parole povere la stessa dicitura che fu presente nelle notifiche che diedero il via a Calciopoli 20 anni fa.
Rocchi si è detto estraneo alla vicenda, anche se le accuse hanno smosso il mondo dello sport, che ora vuol vederci chiaro.
Intanto il capo degli arbitri italiani si è dimesso, perché non farlo sarebbe stato un atto di arroganza eccessivo, che forse dopo anni, adesso non sarebbe consono ne conveniente.
Adesso c’è da capire se la questione verrà effettivamente sviscerata, o se la frase “l’Inter è una questione di cuore”, pronunciata da un noto personaggio pubblico italiano prenderà il sopravvento.
I tifosi di tutte le squadre ne fanno una questione di cuore, questo è evidente, ma quando si superano i limiti della legalità, probabilmente si deve procedere.
Poi chiaramente resta sempre aperta la carta della prescrizione, il paracadute già utilizzato con Calciopoli.
Si aprirà anche stravolta?


















