Confrontarsi con i migliori è sempre stato il suo desiderio e, ora che questo è diventato realtà da un paio di stagioni, Gabriele Rossi non può che ritenersi soddisfatto, nonostante il passo falso, della sua esperienza al Rally Costa Smeralda Storico.
Il pilota di Bastiglia tornava al via del secondo atto del Campionato Italiano Rally Auto Storiche, valevole quest’anno anche per il FIA European Historic Rally Championship, sulla Ford Sierra Cosworth gruppo A curata da Assoclub Motorsport, sempre in compagnia di Fabrizio Handel.
L’avvio non era dei migliori con un primo tratto cronometrato che lo vedeva lontano dai primi mentre sulla seconda e terza prova del primo loop il pilota di Bastiglia cambiava decisamente passo, avvicinandosi a pochi secondi dalla top ten assoluta con una bella progressione.
Era la speciale di “Aratena”, considerata da molti nell’ambiente tra le più difficili di tutto il CIRAS, a mettere a dura prova il portacolori di Bluthunder Racing Italy, bravo ad abbassare sensibilmente il proprio parziale ed a chiudere la prima tappa in sedicesima posizione assoluta, in settima di raggruppamento ed in seconda di classe con oltre mezzo minuto su Costenaro.
“Sulla Aratena ho trovato una condizione che non avevo mai provato prima” – racconta Rossi – “e non è stato semplice fidarsi di tenere giù in tutte quelle curve veloci e cieche. Sulle altre due, molto simili alle speciali spagnole, abbiamo spinto decisamente di più e, per essere il nostro debutto sostanziale al Costa Smeralda, eravamo particolarmente soddisfatti. Peccato per una scelta di gomme forse troppo dura al posteriore per il secondo loop ma eravamo contenti.”
Dopo un buon Venerdì la seconda tappa, quella corsa al Sabato, sembrava volgere più a favore di Rossi sul fronte tecnico ma i primi chilometri della “Monti Canu” gli erano fatali.
“Siamo partiti con il coltello tra i denti” – aggiunge Rossi – “ed il feeling era ottimo ma purtroppo, su una destra che chiudeva, siamo entrati troppo forte e ci siamo parcheggiati sopra un cordolo di cemento. Avendo il posteriore alto da terra eravamo senza trazione ed i pochi spettatori presenti non potevano di certo aiutarci a tornare in strada. Nell’impatto con il cordolo abbiamo anche danneggiato leggermente l’anteriore quindi gara finita per noi quest’anno.”
Nonostante l’amaro epilogo il morale di Rossi non viene minimamente intaccato.
“Siamo consapevoli che spingendo possiamo commettere degli errori” – conclude Rossi – “e, ragionando sul fatto che in venti gare corse con la Sierra questa è la prima toccata, direi che non possiamo lamentarci. Stando in mezzo ai big del CIRAS continuiamo ad imparare ed è quello che vogliamo fare da qui in avanti. La Sardegna resta sempre un posto magico per noi.”















