Un muro ivoriano per la nuova Inter
Se Alessandro Bastoni dovesse cedere alle lusinghe del Barcellona, l’Inter non si farà trovare impreparata. Il nome prescelto da Cristian Chivu per guidare la difesa del futuro è quello di Ndicka. Il centrale della Roma ha tutte le caratteristiche cercate dal tecnico: è mancino, veloce, fisico e conosce già perfettamente le diverse strutture difensive. Sarebbe lui l’innesto perfetto per non far rimpiangere uno dei beniamini del pubblico di San Siro e mantenere alta la competitività.
I nuovi volti del pacchetto arretrato
Ma la rivoluzione non si ferma a Ndicka. L’accordo con Muharemovic del Sassuolo è già una realtà, e si attende solo l’incontro ufficiale per definire il prezzo. A questi nomi va aggiunto lo spagnolo Gila, che piace molto anche al Milan, e il possente Solet dell’Udinese. Chivu vuole difensori capaci di giocare uno contro uno a metà campo, permettendo alla squadra di restare altissima e schiacciare gli avversari nella loro area, sfidando la Juventus di Luciano Spalletti.
Un reparto dinamico e aggressivo
L’addio dei senatori Acerbi e De Vrij impone un cambio di mentalità totale. L’Inter del futuro difenderà correndo in avanti, con aggressività e coraggio. Questo nuovo assetto tattico è il marchio di fabbrica che Chivu vuole imporre fin dal primo giorno di ritiro. Non ci sarà spazio per chi non ha gamba e velocità di pensiero. La nuova difesa nerazzurra sta nascendo sotto il segno della modernità e della solidità atletica per dominare in Italia e all’estero.














