

Sinner, maratona da brividi a Wimbledon: Kecmanović domato solo al quinto set dopo un’autentica battaglia
Ci sono partite che valgono ben più del semplice passaggio del turno. Match che si trasformano in prove di resistenza pura, dove il talento deve per forza sposarsi con il cuore e i polmoni. È il caso del match di oggi a Wimbledon, che ha visto Jannik Sinner staccare il pass per il turno successivo solo dopo una spossante maratona di 3 ore e 29 minuti contro un eroico Miomir Kecmanović.
Il punteggio finale recita 4-6, 6-3, 6-7(6), 6-2, 6-3 a favore dell’azzurro. Il serbo ha giocato un tennis solido e concreto, mettendo a ferro e fuoco le certezze del numero uno al mondo, costretto a sfoderare una prestazione al servizio d’altri tempi — impreziosita da ben 31 ace — per rimanere a galla e, infine, trionfare.
Una faticosa corsa di resistenza: come viaggiare a 5 al km
Per quantificare lo sforzo profuso sull’erba di Londra, basti pensare a un paragone con l’atletica leggera o il podismo di fondo: giocare con questa intensità per quasi tre ore e mezza, con scatti continui, frenate brusche e cambi di direzione, equivale a correre una maratona mantenendo un ritmo costante di 5 minuti al chilometro. Un dispendio energetico mostruoso, che ha testato i limiti atletici di entrambi i contendenti, trasformando il campo centrale in un’arena di pura sopravvivenza sportiva. Per fortuna il caldo torrido che ha colpito l’Europa, non ha toccato Wimbledon, dove si è giocato intorno ai 25 gradi, una temperatura ottima per gli atleti.
La cronaca: Kecmanović sfiora l’impresa, Sinner si aggrappa al servizio
Fin dai primi scambi si è capito che non sarebbe stata una passeggiata per l’azzurro. Kecmanović è entrato in campo senza nulla da perdere, strappando il primo set per 6-4. Sinner ha reagito prontamente nel secondo, pareggiando i conti con un 6-3 grazie soprattutto al servizio. Quando lo scambio prolungato sembrava girare a favore del serbo, Jannik ha dovuto fare affidamento sul suo colpo migliore di giornata: la battuta. I 31 ace messi a segno dall’altoatesino non sono stati solo statistiche, ma veri e propri salvagenti lanciati nei momenti più caldi del match.
la vera lotta agonistica si è consumata nel terzo set, dove il serbo ha resistito ai colpi dell’italiano spuntandola al tie-break per 7-6(6). Sotto due set a uno, l’altoatesino ha cambiato marcia nel quarto set, dominato e chiuso agilmente sul 6-2 per trascinare la sfida all’epilogo decisivo.
Il break decisivo nel quinto set
Nel parziale decisivo, con le gambe pesanti e la lucidità che cominciava a mancare a causa della stanchezza accumulata, è emersa la stoffa del campione. Sul punteggio di equilibrio, Sinner ha trovato la forza di aggredire i turni di battuta dell’avversario, riuscendo a strappare il servizio e a portarsi sul 5-2, per poi chiudere definitivamente la contesa sul 6-3.
Onore al merito: gli applausi per Kecmanović
Se Sinner esce vincitore e sollevato da questa maratona, a Miomir Kecmanović vanno fatti almeno otto complimenti distinti, uno per ogni pezzo di bravura mostrato in campo. Il serbo ha interpretato il match in modo magistrale:
- Per il coraggio tattico.
- Per la solidità da fondo campo.
- Per non essersi mai fatto intimidire dal blasone dell’avversario.
- Per la capacità di leggere il servizio di Sinner in risposta.
- Per la tenuta mentale nei momenti di massima pressione (specie nel tie-break del terzo set).
6. Per la qualità dei passanti nei momenti cruciali.
7. Per aver divertito il pubblico con un tennis da combattente..
8. Per l’eroica resistenza fisica mostrata fino all’ultimo quindici.
Tuttavia, quando incontri un alieno come Sinner, non puoi nulla, perciò, l’azzurro avanza.
Inoltre, Questa sfida lascia la certezza che per vincere lo Slam inglese, servirà non solo il miglior tennis di Jannik, ma anche un fisico d’acciaio pronto a correre e soffrire su ogni singola palla.














