Quando il denaro conta più dei sentimenti, della maglia, dell’onore e di poter rappresentare una squadra e una tifoseria.
Nello specifico stiamo parlando della Juventus, che dopo qualche anno perde a parametro zero uno dei suoi calciatori più rappresentativi.
Stiamo parlando di Dusan Vlahovic, attaccante serbo che non ha accettato la proposta di rinnovo portata sul tavolo dalla società bianconera.
La Vecchia Signora ha proposto 6 milioni di euro più 1 di bonus, per l’attaccante più prolifico della Juve, ma anche quello che ha giocato la metà delle gare della stagione a causa di infortuni ormai ciclici.
Una cifra non proprio miserabile, ma che il serbo ha ritenuto troppo bassa.
Lui avrebbe voluto 8 milioni netti più bonus, e circa 20 milioni di euro di commissioni.
Troppi per tutti in Italia, ma nche una pretesa che fa letteralmente a pugni con gli stipendi dei lavoratori.
A parte questo discorso che potrebbe sembrare retorico, c’è da dire che Vlahovic non è certamente uno dei più forti attaccanti europei.
Le sue potenzialità si sono pian piano affievolite, facendolo diventare un ottimo calciatore, ma non di certo una primissima scelta.
Insomma spendere cifre di questa portata sarebbe stato fuori luogo e non consono al valore reale del calciatore.
Le parole e gli atteggiamenti di Vlahovic durante la stagione, avevano fatto penssare ad un ragazo attaccato ai colori e d alla maglia.
Al momento della verità però, tutti i buoni propositi si sono sgretolati troppo semplicemente.
Il denaro ha preso il sopravvento, ha superato l’amore per la maglia, l’onore, e tutti i sentimenti che sono stati cancellati con un colpo di spugna dal Dio denaro.
I Del Piero, Trezeguet, Nedved, Buffon, Camoranesi che scesero in serie B non esistono più.
Hanno prevalso gli atteggiamenti dell’epoca degli Ibrahimovic, Cannavaro, Zambrotta, Viera, Emerson e compagnia cantatnte, che alle prime difficoltà economiche fecero le valigie.
I tifosi della Juventus non devono quindi avere nessun rimpianto; chi va via per guadagnare più di quello (tantissimo) che era stato offerto, non merita nemmeno la classica lacrimuccia da tifoso appassionato.




