Emozioni forti per i tifosi brasiliani assiepati allo stadio e per quelli incollati davanti alla televisione: al 78′ di Brasile-Scozia è entrato Neymar!
Nella notte un altro fenomeno ha fatto il suo debutto al Mondiale, riempiendo di gioia milioni di cuori in tutto il mondo, non solo quelli brasiliano.
Neymar è una icona planetaria, amato ovunque. Il miglior marcatore della storia del Brasile è tornato incredibilmente in nazionale dopo tre lunghissimi anni.
Nel mezzo c’è stato il (disastroso) trasferimento all’Al Hilal, per una valanga di soldi e la scelta…non ha pagato. Avventura breve e senza emozioni.
Poi finalmente il ritorno al Santos, nella sua amata patria. Pochissime partite. Pochi gol. Pochi sorrisi. E soprattutto tanto dolore.
Il fantasista ha sofferto di tredici infortuni, sei dei quali muscolari. Roba che avrebbe stesso chiunque, non l’asso carioca. Forte della fede e della fiducia in sé stesso.
La rottura del legamento crociato è stata una botta terrificante. Un anno intero lontano dai campi da gioco. Poi una operazione al menisco...
Praticamente è stato per due anni senza giocare, una infinità per un atleta professionista. Due anni molto difficili e durissimi. Due anni in cui il mondo del calcio si è chiesto se fosse ancora un calciatore.
Soprattutto Neymar ha passato due anni a domandarsi se sarebbe mai tornato a giocare. Due anni a chiedersi se avrebbe mai indossato di nuovo la maglia della nazionale.
Notti insonni, fatte di dolore, lacrime e dubbi. E tanta paura e terrore di non farcela. Nessuno però lo ha lasciato solo, dalla famiglia, agli amici più stretti.
Tanta paura di non andare al Mondiale fino all’ultimo istante. Perché si è fermato per infortunio addirittura ancora pochi giorni fa, per un polpaccio bizzoso.
Nonostante il periodo più complicato della sua vita e carriera, il commissario tecnico Carlo Ancelotti ha voluto portarlo alla rassegna iridata!
Anche sapendo di poterlo avere soltanto a mezzo servizio. È stato un vero e proprio atto di fede da parte dell’allenatore emiliano, quasi una visione mistica!
E così, questa notte, ha giocato 15: contro la Scozia, entrando al posto di un suo collega e fan: Matheus Cunha tra il delirio generale.
Un quarto d’ora che sa di liberazione e di rivincita per l’uomo e il calciatore che non è riuscito a trattenere le lacrime al termine della partita.
Perché dietro al grande campione c’è sempre un uomo che soffre, cade, si rialza e prova gli stessi sentimenti di tutti noi.
Forza O’Ney!




















