lunedì, Agosto 24, 2026
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L’Autun incanta Ceccato

La seconda esperienza transalpina rinvigorisce l'amore del pilota di Bassano del Grappa che sogna un ritorno alle origini anche per l'Italia.

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L'Autun incanta Ceccato

La Francia conquista nuovamente Vittorio Ceccato che rientra dal Rallye National d’Autun – La Châtaigne, corso nel recente fine settimana, con un legame che si è ulteriormente rafforzato con la scena d’oltralpe.
Il pilota di Bassano del Grappa, nonostante le cinquantanove primavere, ha deciso di rimettersi in gioco, affrontando una due giorni che gli ha permesso di crescere in modo importante.
La prima frazione, quella corsa il Venerdì, vedeva il portacolori di New Turbomark Rally Team, sostenuto anche da Jteam, portare la Skoda Fabia RS Rally2 di P.A. Racing, condivisa con Stefano Tiraboschi, all’ottavo posto assoluto e di France Cup, anche quinto tra le Rally2.
Un solo errore, quello commesso il Sabato sul primo giro della “Laizy – La Grande Verrière”, frenava la marcia del vicentino che, grazie ad un ottimo ottavo sul terzo passaggio di “La Croisette”, riusciva a risalire, terminando in undicesima posizione assoluta e di France Cup.
Il quarto posto tra le vetture di classe Rally2 completa il bottino della trasferta transalpina.

“Abbiamo affrontato un rally molto diverso dal Drap” – racconta Ceccato – “da vivere in mezzo a veri appassionati e confrontandoci con campioni di spessore della scena francese. Nella prima giornata abbiamo mantenuto un buon passo mentre nella seconda, a causa di un errore sulla quarta, abbiamo perso terreno. A quel punto abbiamo cercato di mantenere un buon ritmo, senza prendere rischi inutili. Grazie a Stefano che mi ha fatto scoprire questo mondo e grazie a P.A. Racing, fiore all’occhiello del rallysmo tricolore, che è per me una garanzia.”

Una presenza che ha permesso a Ceccato di affrontare una profonda riflessione.

“Torniamo in Italia con la consapevolezza che il veloce non ci fa più paura” – aggiunge Ceccato – “perchè le prove tricolori sono molto più lente di queste. Nello shakedown abbiamo passato i centoventi di media mentre in gara siamo stati sotto i cento, di poco, solo su due delle otto speciali. Toccare punte di quasi duecento orari, viaggiando sempre di quarta e quinta, è qualcosa che non si può spiegare ma va solamente provato in prima persona. È incredibile.”

Un’esperienza che tornerà sicuramente utile per il futuro del vicentino che, sempre più attratto dall’approccio francese, apre la porta ad un possibile futuro oltre i patri confini.

“La strada giusta è la loro” – conclude Ceccato – “e lo testimonia il fatto che i francesi sono gli tra gli asfaltisti più forti al mondo, soprattutto sul veloce, mentre noi dobbiamo smettere di vivere di ricordi e tornare ad essere più concreti. Il nostro presente è in Italia ma non escludo che il domani ci possa vedere con maggiore costanza in Francia. Ci porteremo nel cuore questo viaggio ma ora dobbiamo tornare a concentrarci sugli obiettivi del nostro 2026.”

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