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La strada per stupire anche a Berlino, passa da Trento: il segreto? Coach Andrea Capobianco, un padre per le azzurre

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La strada per stupire anche a  Berlino passa da Trento: il segreto?  Coach Andrea Capobianco, un padre per le azzurre

​Non ci si nasconde dietro frasi di circostanza quando c’è di mezzo la maglia azzurra: quello che si sta costruendo attorno all’Italbasket femminile non è un semplice raduno estivo, ma l’avvicinamento a un appuntamento con la storia. Il test di Trento contro la Cina rappresenta l’unico vero abbraccio del pubblico italiano prima di spiccare il volo verso il Mondiale di Berlino, e la risposta sul campo dovrà essere prima di tutto d’identità.

​Il doppio confronto a Kortrijk contro il Belgio, fresco campione d’Europa, ha lasciato in dote indicazioni estremamente limpide.

I segnali incoraggianti

  • Personalità nei momenti chiave: Vincere la prima gara a casa delle belghe (64-63) dimostra che la mentalità di questo gruppo è solida.
  • Profondità e impatto immediato: L’inserimento istantaneo di giovani come Vittoria Blasigh, subito incisiva dall’arco, unitamente alle certezze offensive garantite da Costanza Verona e Ilaria Panzera, comprese tutte le altre cestiste, conferma che le rotazioni hanno qualità e coraggio.
  • Identità difensiva: Nei primi due quarti di gara-1 la squadra ha espresso una pallacanestro fluida e un’aggressività nella propria metà campo capace di scavare parziali pesanti. C’è stato solo un calo fisiologico ad inizio del 4to quarto, ma per il resto il quintetto ha dato prova di solidità.

Gli aspetti da registrare e lo stato di forma

  • Tenuta contro il gioco fisico: La ripresa di gara-1 e il secondo test (perso 60-62) hanno evidenziato una sofferenza visibile quando l’impatto fisico avversario sale oltre la soglia del fallo non fischiato.
  • Condizione atletica in rodaggio: La brillantezza sui 40 minuti arriverà solo più avanti, come è ovvio. In questo momento le gambe sono pesanti per i carichi di lavoro atletico e la gestione dei ritmi a metà campo ne risente quando cala l’ossigeno.
  • L’attesa dei perni azzurri: Il gruppo attuale sta buttando il cuore oltre l’ostacolo, ma la vera struttura della Nazionale si completerà solo con il rientro progressivo delle colonne portanti trattenute dagli impegni WNBA e dai recuperi fisici (su tutte Olbis André, Cecilia Zandalasini e Matilde Villa). Il loro innesto alzerà vertiginosamente il soffitto di questo team, restituendo peso pitturato e creatività nei momenti caldi.

Dietro le quinte: cosa si sta curando nel raduno di Trento

Sui legni del PalaTrento il lavoro quotidiano di Coach Capobianco e dello staff è una corsa contro il tempo per affinare i meccanismi:

  • Antidoti alla stazza asiatica: Si lavora tantissimo sul tagliafuori e su raddoppi sistematici in post basso per limitare i centimetri e la stazza della Cina sotto canestro.
  • Ritmo ed esecuzione veloce: Sapendo di soffrire a difesa schierata con le gambe ancora imballate dai carichi atletici, l’accento è posto sul contropiede  e sulla rapidità d’uscita della palla per trovare conclusioni nei primi 8/10  secondi.
  • Intesa nei giochi a due: Tanta attenzione alla lettura dei pick and roll e alla fluidità del movimento senza palla, indispensabili per far circolare il pallone e battere l’aggressività avversaria.

Alcuni precedenti con la Cina

​I precedenti con la Cina: numeri e tabù da sfatare

A livello di statistiche e incroci diretti, la Cina si conferma una montagna ostica da scalare:

  • ​Maggio 2023 (Amichevole a Vigo): Cina batte Italia 63-62. Una sconfitta amarissima al fotofinish, arrivata al termine di una partita condotta a lungo dalle Azzurre (con un massimo vantaggio di +9) e trascinata dai 15 punti di Cecilia Zandalasini.
  • ​Mondiali e Olimpiadi 3×3: Il basket asiatico ha continuato a mettere i bastoni tra le ruote alle Azzurre anche nella variante olimpica del 3×3, con le sconfitte rimediate sia ai Quarti di Finale di Tokyo (19-13) sia nell’esordio ai Mondiali di Vienna. Incrociare le asiatiche a Trento non rappresenta solo un test probante per la fisicità, ma l’opportunità di spezzare un digiuno di vittorie che dura da troppo tempo.

​Il Maestro  silenzioso: la storia di Andrea Capobianco

In questa fase di costruzione, la vera garanzia siede in panchina. Troppo poco si parla della parabola umana e tecnica di Andrea Capobianco, un allenatore che ha fatto della gavetta pura, partendo dalle categorie minori fino all’exploit con Teramo, la sua forza d’urto. Capobianco non è un condottiero da copertina, ma un grande costruttore di cultura sportiva: prima responsabile dei settori giovanili azzurri, poi punto di riferimento per il basket 3×3 (portato fino alle Olimpiadi) e infine guida della Nazionale Senior.

​La sua leadership si fonda su un metodo di lavoro maniacale, sulla capacità di entrare nella testa delle giocatrici e di trasmettere fiducia incrollabile anche nelle rotazioni apparentemente secondarie. Coach Capobianco ha insegnato a questa squadra che non esistono limiti preimpostati se si esegue con disciplina e fame.

Il sogno mondiale e il girone di ferro

Il girone iridato di Berlino sarà spietato: affrontare Cina, Stati Uniti e Cechia significa misurarsi direttamente con il gotha della pallacanestro mondiale. Ma la bellezza di questo gruppo sta proprio nella totale assenza di timori reverenziali. La sfida di Trento contro la asiatiche sarà il primo vero specchio in cui guardarsi, senza maschere e con la consapevolezza che il percorso verso gli imminenti campionati iridati, da cui mancavamo dal 1994, non concede scorciatoie.

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