Il confronto tra Giovanni Malagò e Andrea Abodi si accende alla festa di Gioventù Nazionale, a Roma, dove il presidente della Figc e il ministro dello Sport intervengono sul caso legato al tesseramento necessario per l’elezione di Malagò alla guida della Federazione.
Prima del panel “Una generazione senza mondiale”, al quale Abodi partecipa in collegamento video, Malagò affronta apertamente anche il rapporto con il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e torna sulla vicenda che sta accompagnando il suo insediamento.
Malagò: “Sono sotto attacco”
Il presidente della Figc non nasconde il proprio malcontento e definisce la situazione come una questione legata anche a rapporti personali e politici.
“Se sono pentito dell’appoggio a Buonfiglio per la presidenza Coni? È stupefacente, tutto e tutti credo siano a dir poco sorpresi da certi comportamenti. Ma nella vita non si finisce mai di imparare. Qual è il problema? Lo capiscono tutti cosa sta succedendo, la questione è esclusivamente di carattere personale e politica”.
Successivamente Malagò entra nel merito della questione tesseramento, spiegando di considerarsi estraneo a eventuali responsabilità nella procedura elettorale.
“Oggi non mi va di girarci intorno, perché sono anche stanco di questo, lo dico con franchezza. Sono sotto attacco. Da cosa? Per una procedura elettorale, di cui non solo sono non colpevole, ma sono vittima e lo dico davanti al ministro Abodi che ascolta in collegamento. Sono l’unico presidente italiano della Figc ad aver vinto un torneo di calcio a 5, per 12 anni sono stato presidente Coni e sono l’unico membro individuale, ribadisco individuale, del Cio. Ma ora il problema improvvisamente sarebbe che un signore dice che non ci sia il tesseramento”.
Il riferimento a Giorgia Meloni
Nel corso del suo intervento Malagò chiama in causa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ricordandone una posizione espressa in passato sul principio della volontà degli elettori.
“Ho sempre rispettato Giorgia Meloni e l’ho sempre apprezzata quando non aveva anche questo consenso. Lei diceva sempre “lasciate decidere cosa vuole la gente”. E allora dico: è giusto che una persona eletta con il 70% abbia questo tipo di problemi?”.
Il riferimento arriva nel contesto della discussione sulla sua elezione alla presidenza della Figc e sulle contestazioni relative alla regolarità del tesseramento.
Abodi: “Le regole vanno rispettate”
La risposta di Andrea Abodi arriva poco dopo. Il ministro riconosce la posizione espressa da Malagò e sottolinea di non ritenerlo personalmente responsabile di quanto sta accadendo. Allo stesso tempo, però, richiama il ruolo delle norme all’interno dell’ordinamento sportivo.
“Capisco anche il ragionamento del presidente Malagò, che sono convinto che nella fattispecie non abbia responsabilità per quello che sta succedendo. Ma non possiamo neanche sottovalutare che le regole che valgono per tutti le ha fatte proprio il Coni, e questo il presidente Malagò lo sa”.
Abodi invita quindi a lasciare che sia il sistema sportivo a gestire la vicenda, evitando che il caso assuma una dimensione politica.
“Noi dobbiamo osservare e mi auguro di non dover intervenire per una questione interna e non voglio che si politicizzi – ha aggiunto -. È opportuno che la decisione venga presa all’interno del sistema sportivo, tenendo conto della buona fede, della non responsabilità di Malagò, che è stato accompagnato nel percorso di candidatura, iniziato prima che venissimo esclusi dal Mondiale, quindi c’è stato tempo”.
Il richiamo alla procedura
Il ministro auspica infine che l’iter possa proseguire senza ulteriori tensioni, ribadendo che il rispetto delle norme rappresenta un principio generale per tutto lo sport.
“Spero che il percorso si svolga con serenità. Non inquiniamolo, ci sono delle regole che vanno rispettate, questo non vale solo per il calcio. La credibilità dello sport passa anche per l’osservanza delle regole che valgono per tutti”.