sabato, Maggio 2, 2026
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Mkhitaryan si confessa: tra dolore, rinascita e l’ultima corsa con l’Inter

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Un’intervista sincera, piena di riflessioni profonde e verità scomode

Henrikh Mkhitaryan ha scelto la franchezza come linea guida per raccontarsi.

Nelle sue parole, rilasciate a La Repubblica, si percepisce tutta la maturità di un uomo e giocatore che ha ormai imparato a pesare ogni parola.

Il centrocampista armeno, 36 anni e un contratto in scadenza nel 2026, ha spiegato come vive oggi lo spogliatoio nerazzurro e il nuovo corso sotto la guida di Cristian Chivu.

Con l’ex Primavera si respira un’aria diversa, fatta di novità, serietà e una filosofia che si sta ancora formando.

Mkhitaryan ha sottolineato come il gruppo stia cercando di assimilare in fretta le idee del nuovo tecnico, perché il calendario incalza e i margini di errore sono minimi.

Chiusa la parentesi Inzaghi, con un saluto lontano dai riflettori, l’armeno guarda al futuro con un misto di determinazione e introspezione.

Il Mondiale per Club potrebbe servire a lavare via quella ferita ancora aperta della finale persa malamente contro il PSG.

Un 5-0 difficile da cancellare, che lui stesso ammette non potrà mai essere dimenticato.

Ma il messaggio è chiaro: si va avanti, si lavora per alzare nuovi trofei, giorno dopo giorno.

Interessante anche il passaggio sulla salute mentale.

Mkhitaryan ha raccontato di essersi affidato allo psicologo in passato, ma anche di preferire oggi il confronto con gli affetti più vicini.

Tra le sue passioni emergono la lettura e la curiosità, come dimostrano i libri su Musk e Zidane letti in lingua originale.

Sul futuro? Nessuna fretta.

Non sa quando smetterà, ma ha chiarito una cosa: dopo l’Inter, basta calcio.

Niente Armenia, niente Arabia, perché per lui il calcio è ancora un gioco, non un business.

E la frase sull’Inter “ingiocabile”? Nessun rimpianto, la confermerebbe: “Se qualcuno mi prende in giro, non mi interessa”.

Analisi in breve

Questa intervista mostra un Mkhitaryan vero, diretto, lucido.

Uno che conosce il peso delle parole, ma non ha paura di dire ciò che pensa.

Il futuro potrebbe riservargli l’ultimo anno ad alti livelli, poi un addio dignitoso, senza compromessi.

Ma fino ad allora, l’Inter sa di poter contare su un veterano affamato.

💬 Stepk dice la sua
Questo è l’Mkhitaryan che voglio. Onesto, limpido, con ancora fame di calcio.
Altro che chi rincorre gli ingaggi milionari in tornei dimenticati.
Uno che ti spiega in tre frasi cosa significa rispetto per la maglia.
Che non cerca scuse, che non fugge dalle responsabilità.
Serve gente così per ripartire dopo Monaco. Serve Miki.

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