lunedì, Aprile 20, 2026
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Calcio e mafia: siamo ad un punto di non ritorno

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Calcio e mafia uno degli argomenti più caldi di questi ultimi due anni. Tutto è scoppiato a causa del rapporto tra la malavita calabrese, “proprietaria” della curva nord dell’Inter e la società nerazzurra.

Tutto questo ha portato ad un omicidio, ad alcuni arresti, ma a nessuna sanzione sportiva comminata alla dirigenza dell’Inter, rea di aver avuto rapporti con famiglie della malavita calabrese.

Secondo le ultime indiscrezioni apparse nei vari canali d’informazione, pare tra l’altro, che questo sistema non sia ancora terminato.

Questo è stato l’ultimo colpo inferto alla credibilità del calcio italiano, alla sua integrità ed allo spirito sportivo dello sport più popolare del pianeta.

Le polemiche arbitrali, la pessima applicazione del Var hanno fatto il resto.

Gli abbonamenti alle tv del calcio, sono drasticamente calati e potrebbero proseguire nella loro escalation verso il basso.

La politica e la politica del calcio non hanno mosso un dito, lasciando tutto invariato, con poltrone assegnate e confermate.

Questo nonostante il fallimento totale su tutta la linea.

Calcio e mafia: il brutto esempio e i bambini

Questo trend sta di fatto rovinando il calcio, disciplina sportiva che sta perdendo interesse, soprattutto nei bambini, che nella loro innocenza iniziano a volgere lo sguardo verso altre discipline meno corrotte.

Nuoto, atletica leggera, arti marziali ed altri sono sempre più in voga tra i più piccoli.

Nei campi di calcio intanto, grazie all’esempio nefasto dei calciatori professionisti, i bambini simulano falli e hanno spesso comportamenti poco attinenti allo sport.

Ormai è facile vedere bimbi che si mettono le mani in faccia dopo essere stati sgambettati, o che dopo aver simulato urlano “Rigore per l’Inter!”.

Brutti episodi, una vera e propria barzelletta che è ciò che è divenuto il calcio italiano, e forse non solo.

La malavita nel calcio

La malavita collegata al calcio, diventa un vero e proprio mostro che erode il sistema calcio, mangiandolo dal suo interno e prendendone il controllo.

Ed allora dopo gli ultii episodi che abbiamo citato, si è arrivati ad un punto di non ritorno.

L’implosione potrebbe essere vicina.

Ed allora il primo segnale dovrebbe arrivare dalla politica, che invece osserva immobile, glissando su un’evidenza obbrobiosa.

Calciopoli fu una scrematura fatta con i piedi, perchè già all’epoca il segnale sarebbe dovuto essere più forte con le retrocessioni in serie B di Juventus, Inter, Milan, Fiorentina e Lazio.

Cosa accadde invece ormai lo sanno tutti, una pagliacciata che incominciò a dare sempre minor credibilità al calcio.

Adesso invece in quanto a credibilità siamo ai minimi storici.

La questione più avvilente e deludente è che pare non ci sia nemmeno la volontà di uscire da questa situazione.

Ed allora oltre allo sport, chi perde è la terza industria del nostro paese, che qualora continuasse ad accumulare debiti e perdere introiti, andrà incontro alla perdita di posti di lavoro e al conseguente falliemnto totale.

Chi ha la possibilità di fare giustizia ed invertire la rotta dovrebbe prendere il coraggio a due mani, mettendo da parte bandiere, custodie di cellulari e braccialetti marchiati, per far rtornare il calcio ad essere uno sport pulito e credibile.

C’è la faremo?

A voi le risposte.

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