L’esterno brasiliano non ha ancora convinto: Chivu aspetta segnali concreti in vista della nuova stagione
Un avvio a rilento
L’inserimento di Luis Henrique nell’Inter non sta andando secondo le aspettative.
Arrivato con buone referenze dal Marsiglia, il brasiliano sta ancora cercando di trovare il proprio spazio sulla fascia destra.
Per ora, il rendimento è stato altalenante e non ha pienamente convinto staff tecnico e tifosi.
Ci sono state buone intenzioni, qualche spunto interessante, ma ancora manca quella continuità e quella incisività che ci si aspetta da chi gioca in quel ruolo chiave.
Tempo e condizione fisica
A pesare sull’adattamento di Luis Henrique non è solo l’aspetto tattico, ma soprattutto la condizione atletica.
Arrivato a stagione in corso, senza una vera preparazione estiva alle spalle, il giocatore ha pagato le difficoltà legate al ritmo del calcio italiano.
Proprio per questo, lo staff dell’Inter è convinto che con il ritiro estivo e una corretta fase di preparazione fisica, il brasiliano possa iniziare a mostrare il suo vero potenziale.
Il talento non manca, ma va accompagnato con brillantezza e automatismi.
Chivu resta fiducioso
Cristian Chivu non ha mai messo in discussione il valore del giocatore.
Il tecnico interista è consapevole che servono settimane di lavoro per integrarlo totalmente negli schemi e nei meccanismi del gruppo.
Luis Henrique ha caratteristiche interessanti e può garantire imprevedibilità e gamba, ma va inserito gradualmente, senza troppe pressioni.
Il mese di luglio sarà decisivo per vedere se potrà diventare un’alternativa valida sulla corsia destra.
Analisi in breve
Luis Henrique, per ora, non ha ancora lasciato il segno.
Ma è presto per bocciarlo.
Con una preparazione estiva completa e un lavoro mirato, l’Inter spera di ritrovare l’esterno brillante ammirato a tratti in Francia.
Il potenziale è lì, ma va coltivato con pazienza.
🗣️ La voce di Stepk
Chi si aspettava un impatto immediato da Luis Henrique, probabilmente non conosce bene la difficoltà di adattarsi alla Serie A.
Il ragazzo ha colpi, ma il passo è ancora quello sbagliato.
Ci vuole lavoro, muscoli, giri nelle gambe e minuti.
Io ci credo, ma ora deve parlare il campo: basta promesse, servono fatti.















