Il colpo dell’ultimo giorno di mercato apre nuovi scenari tattici e finanziari per i nerazzurri.
Il cambio Pavard-Akanji
La decisione dell’Inter di salutare Benjamin Pavard e accogliere Manuel Akanji è stata senza dubbio inattesa.
La società non ha alterato il numero dei difensori in rosa, ma ha cambiato il profilo tecnico a disposizione di Chivu.
Da un lato si perde qualcosa nella qualità di costruzione dal basso, un’arma che Pavard sapeva usare bene.
Dall’altro, i nerazzurri guadagnano un difensore più solido nell’uno contro uno e meno incline a sbavature in fase di marcatura.
L’impatto economico
Dal punto di vista finanziario non si notano grandi stravolgimenti.
Le due operazioni sono state chiuse con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 15 milioni.
La differenza sta nei dettagli: l’Inter versa solo 1 milione per Akanji, mentre il Marsiglia ha pagato 2,5 milioni per Pavard.
Il nodo vero riguarda gli stipendi.
Entrambi percepiscono 5 milioni netti a stagione, ma Pavard poteva sfruttare i benefici del Decreto Crescita.
Akanji invece no, e questo porta a un peso maggiore sul monte ingaggi nerazzurro, pari a circa 1,5 milioni in più rispetto al francese.
Curiosamente, la cifra corrisponde alla differenza tra i due prestiti onerosi.
La tentazione della difesa a 4
Sul piano tattico Chivu ha provato nuove soluzioni durante l’estate.
Il 3-4-2-1 non ha convinto pienamente, soprattutto perché i centrocampisti sembrano più adatti a muoversi in un reparto a tre.
L’arrivo di Akanji potrebbe aprire la strada a un cauto esperimento con la difesa a 4.
Un assetto con Dumfries, Akanji, Bastoni e Dimarco (o Carlos Augusto) permetterebbe di mantenere equilibrio a centrocampo e contemporaneamente dare spazio a un tridente offensivo.
Non è detto che significhi schierare tre attaccanti puri: giocatori come Frattesi, con capacità di inserimento e fiuto del goal, potrebbero essere ideali in quel contesto.
Per ora resta solo un’ipotesi su cui lavorare in allenamento e magari provare a gara in corso.
La certezza è che al ritorno dalla sosta, nella delicata sfida contro la Juventus a Torino, il tecnico si affiderà ancora al collaudato 3-5-2.
Prospettive per il futuro
Il cambio Pavard-Akanji non rivoluziona l’Inter, ma inserisce nuove variabili.
Sul piano tecnico si perde un difensore elegante e se ne guadagna uno più fisico.
Sul piano economico l’operazione è quasi neutra, con un piccolo aumento dei costi.
Tatticamente invece potrebbe aprire qualche scenario interessante che Chivu dovrà valutare con attenzione.
La vera sfida sarà capire se questa scelta potrà rafforzare la squadra nei momenti decisivi della stagione.
🗣️ La voce di Stepk: uno scambio che all’inizio può sembrare solo di contorno, ma in realtà è una mossa studiata.
Il calcio moderno non è fatto solo di tecnica, ma anche di duelli fisici e solidità.
Akanji potrebbe diventare il profilo giusto per blindare la difesa nei match più difficili.
Non resta che vedere se Chivu avrà il coraggio di provare soluzioni nuove.


