Con lei ci lascia un pezzo del basket femminile con grandi traguardi. Gli stessi che mancano oggi nella attenzione
Mabel stella sport – È passato più di un mese dalla sua scomparsa. E giustamente, dopo articoli commemorativi di colleghi più altolocati, nessuno si ricorda più di lei. Si sta parlando di Mabel Bocchi, una grande campionessa di basket che è anche stata una collega giornalista. Ha lavorato, dopo essersi ritirata a 29 anni dalla carriera sportiva, per la Domenica Sportiva, il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Ma quello che più conta è che molte cestiste attuali devono dirgli grazie, perchè con lei si è combattuto per la parità nel basket.
Mabel stella sport
Mabel ha militato prima nella B ad Avellino e poi con la GEAS di Sesto San Giovanni, con cui si è conquistata il titolo di campione d’Europa. Ha lasciato un fratello, Norberto, campione di bridge. Gioco in cui lei si dilettava. E Ha lasciato una sorella, Ambra, che fa l’allenatrice di pallacanestro dopo aver giocato nella Serie A. E con lei, come detto sopra, si è avanzata l’idea di pareggiare il più possibile il trattamento economico e sanitario delle giocatrici.
Però viene un dubbio. Solitamente il basket che viene strilloneggiato sui giornali sportivi è quello maschile, attualmente con ottimi risultati. Lo sport che va per la maggiore a livello femminile, tolto il calcio in grande crescita, è altro. E infatti la metà del cielo femminile trova tra le sue attuali eroine non solo Paola Egonu e le sue compagne. Ma anche Sara Errani e Jasmine Paolini che hanno dato lustro al tennis femminile. Nel resto delle discipline, senza fare torto a Goggia e Brignone, zero al quoto.
La memoria di Mabel Bocchi può essere difficile da toccare. Oltre che per il lavoro giornalistico dei colleghi quando è scomparsa. Perchè grazie a lei le fantasmine del basket femminile oggi hanno magari un trattamento differente rispetto a quello di quando Mabel giocava. Ci sarebbe però da fare un passo ulteriore. E cioè quello di non far apparire il basket femminile solo quando muore qualcuna importante di questo ambiente. Il basket femminile, se degno di rispetto, dovrebbe avere spazio nella stampa nazionale. Almeno più paritario possibile rispetto a quello maschile.
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