mercoledì, Luglio 8, 2026
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Basket, addio alla “Mano Santa”

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Nella giornata di ieri è morto Oscar Schmidt, se ne va un pezzo di storia della pallacanestro. Il cestista brasiliano aveva un tumore al cervello, con la prima operazione subita tanti anni fa si era ripreso. Poi, il male si è ripresentato e non gli ha lasciato scampo. Lutto nazionale in Brasile, dove l’ex giocatore è una leggenda. 

Oscar Schmidt era nato il 16/02/1958 a Natale, Rio Grande. Aveva cominciato con il basket da giovanissimo, fino a diventare una guardia di 2.05 cm per 110 kg. Nato per essere una macchina da canestri, era soprannominato la “Mano Santa”! Ha avuto una carriera agonistica lunghissima, durata 26 anni.

Ha partecipato a ben cinque edizioni delle Olimpiadi, da Mosca 1980 a Atlanta 1996, recordman di presenze dei cestisti. Ai Giochi detiene diversi altri record, tra i quali: totale dei punti segnati (1093); punti segnati in un solo incontro (55 vs. Spagna a Seoul nel 1988); media punti più alta in una edizione: 42,3 punti a partita (Seoul 1988, 338 punti in otto incontri).

Con la nazionale brasiliana ha disputato 326 incontri (tra il 1977 e il 1996), con una media realizzativa 23,6 punti a partita. Ha giocato in Italia con le maglie della Juve Caserta e Pallacanestro Pavia vincendo sette volte la classifica cannonieri. Ma è in Campania che diventa un idolo e la sua maglia n. 18 verrà ritirata. 

Ha indossato anche le maglie di Palmeiras, Ec Sirio, Valladolid, Corinthians Paulista, Col. Bandeirantes, Gremio Barueri e Flamengo. Ha vinto due Campionati Americani, tre Campionati Sudamericani e i Giochi Panamericani con la nazionale verde oro. Bronzo mondiale nelle Filippine nel 1978. 

Grandissimo amico e fan di Larry Bird, che considerava suo idolo nonché miglior giocatore di basket di sempre, fu introdotto proprio da quest’ultimo nella Hall of Fame in data 08/09/2013. Deteneva il record mondiale assoluto di punti segnati in carriera (49 737) fino a quando venne superato da LeBron James nel 2024.

La “Mano Santa” è tornata a Dio. La redazione si unisce al dolore che ha colpito la famiglia e ricorda con affetto un campione che ha lasciato un segno indelebile nella storia della pallacanestro italiana. Ciao Oscar!

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