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Austria-Eisenstadt: Marcell (Super sonico) Jacobs, stampa un 9″ e 67″ da Urlo

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Jacobs

Jacobs​IL MESSIA DELLO SPRINT: Marcell Jacobs vola a 9.67 ed è nella storia (anche senza l’omologazione)

EISENSTADT (Austria) — Sulla pista bagnata da un violento temporale estivo e con il termometro fermo intorno ai 20 gradi, Marcell Jacobs ha firmato una delle pagine più incredibili e visivamente sconvolgenti della storia recente della velocità mondiale. Al meeting Raiffeisen Austrian Open (tappa Silver del World Continental Tour), il campione olimpico italiano ha fermato il cronometro sul tempo stellare di 9.67 secondi.

​Un fulmine a ciel sereno che, pur non potendo essere inserito negli annali dei record ufficiali a causa di una fortissima raffica di vento a favore pari a +4.1 m/s (oltre il limite regolamentare di +2.0), lancia un messaggio spaventoso a tutto il panorama internazionale dello sprint.

​ I Dati della Gara

​L’impresa di Jacobs non è stata un fulmine isolato, ma il culmine di una serata dominata fin dai primi passi sui blocchi di partenza.

​Il percorso delle prove:

Batteria (ore 20:15 circa): Jacobs vince e impressiona già nel primo turno correndo un sontuoso 9.84 con vento a +2.3 m/s} (anche questo leggermente oltre il limite). Mostra una corsa fluida e totalmente decontratta, lasciando l’impressione di avere ancora molto margine.

Finale (ore 21:46): Nonostante il ritardo di mezz’ora dovuto al maltempo e una falsa partenza che costringe gli atleti a rimettersi sui blocchi, l’azzurro parte a razzo in quarta corsia, si distende in accelerazione e fa il vuoto dietro di sé, chiudendo in 9.67. Toccando una velocità teorica massima di 44 km/h. Solo Bolt riuscì a raggiungere i 44.72 km/h.

 

​La classifica della Finale:

Marcell Jacobs (ITA) — 9.67 (Vento: +4.1 m/s)

Romell Glave (GBR) — 9.76 (Bronzo europeo in carica)

Wayde van Niekerk (RSA) — 9.83 (Leggenda e primatista mondiale dei 400m)

​Cosa dice la storia (Tutti i confronti)

​Per capire la portata del 9.67 dello  sprinter tricolore,  basta guardare i libri di statistica della velocità mondiale all-conditions (ovvero considerando qualsiasi tipo di vento):

Terzo tempo di sempre al mondo: Nella storia dell’umanità, in ogni condizione di vento, solo il leggendario Usain Bolt ha corso più velocemente di questo 9.67 (il 9.58 del Record del Mondo e il 9.63 delle Olimpiadi di Londra 2012, entrambi con vento regolare).

Miglior crono ventoso della storia: Battuto il precedente limite mondiale in condizioni di vento oltre la norma, che apparteneva all’americano Tyson Gay con il 9.68 registrato nel 2008 (anche in quel caso con +4.1 m/s di vento).

Nessun europeo come lui: Mai nessun atleta del Vecchio Continente aveva corso a queste velocità, nemmeno sfruttando brezze totalmente fuori norma.

​La conversione: quanto vale “davvero” questo 9.67?

​La domanda che tutti gli appassionati si pongono è: senza quella spinta alle spalle, quanto avrebbe fatto dall’italiano?

Gli scienziati e gli statistici dell’atletica leggera utilizzano algoritmi matematici precisi per “normalizzare” le prestazioni condizionate dal vento.

Il calcolo teorico: Un vento a favore di +4.1 m/s offre un vantaggio stimato tra i 17 e i 19 centesimi di secondo rispetto a una situazione di calma piatta.

 

​Applicando i coefficienti di correzione standard, ecco i valori equivalenti della prestazione:

Con vento nullo (+0.0  m/s}): Il tempo equivale a circa 9.84 / 9.85 secondi. Un tempo da sprinter d’acciaio straordinario, che si inserirebbe perfettamente tra i tempi, ipotetici,  da podio mondiale.

Con vento massimo legale (+2.0 m/s}): Se l’anemometro  (misuratore della pressione del vento) si fosse fermato al limite consentito, il tempo si sarebbe tramutato in un clamoroso 9.76 / 9.77 secondi. Significa che, in condizioni regolari ma ottimali, Jacobs oggi ha nelle gambe un tempo nettamente inferiore al suo storico 9.80 dell’oro olimpico di Tokyo.

 Il significato tecnico del “Nuovo Jacobs

​Al di là del dato numerico non omologabile, Eisenstadt certifica ufficialmente la rinascita tecnica dello sprinter delle Fiamme Oro. Dopo il terzo posto in Diamond League a Parigi in 9.96 e la crescita costante mostrata da inizio anno sotto la guida ritrovata dello storico coach Paolo Camossi, Jacobs ha messo in mostra una meccanica di corsa eccezionale:

La fase di transizione: Perfetta l’uscita dai blocchi e l’inserimento sul rettilineo senza subire le raffiche laterali. Sembra di rivedere il canguro che rimbalzava sulle piste durante le Olimpiadi del 2021.

Nessuna perdita di velocità: Il difetto strutturale che lo aveva frenato nelle scorse stagioni — ovvero il calo vistoso negli ultimi 20 metri — sembra del tutto sparito. Marcell è tornato a fare della sua memorabile “fase di accelerazione progressiva” l’arma letale. Jacobs è già pronto per gli Europei di Birmingham dal 10 al 16 agosto prossimi.

Curiosità

Dopo una gara del genere, l’iter per il recupero sarà di 3 o 4 giorni: 1) rigenerazione con massaggi, crioterapia e corsa leggera per far circolare il sangue; 2) tecnica di corsa e forza in palestra non superando il 70/80% d’intensità; 3/4)  il sistema nervoso ritorna piatto ed i muscoli sono pronti per affrontare una nuova competizione o sessione d’allenamento a pieno regime..

Pertanto, gli americani sono avvisati.

 

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