Non è comprensibile come il
MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito), guidato dal Ministro Valditara, possa concepire una misura che
accentua le differenze strutturali tra Nord e Sud e, soprattutto, come possa essere complice di un
intervento che fa regredire il nostro Paese proprio sul terreno dei
diritti educativi e della crescita demografica.
In sostanza, il taglio deciso dal MIM prevede:
– riduzione quota perequativa dal 20% al 10%
– taglio complessivo di 193 mln di €
Per la Puglia verrebbe tradotto in questo modo:
– Quota Storica assegnata alla Puglia: Anno 2023 pari a 19 mln €; Anno 2025 circa 17 mln €
applicazione del taglio della quota perequativa dal 20% al 10%
– perdita di circa 9-10 mln € (pari al 50%)
Le risorse destinate alle varie Regioni e, nella fattispecie, al Meridione non possono essere un miraggio, giacché la Regione Puglia ha lavorato con serietà per coprire i ‘vuoti di bilancio’ generati dall’assenza di risorse che l’Esecutivo nazionale non ha destinato come previsto, causando un ‘deficit negativo’ nelle tasche dei pugliesi e un gap finanziario nei settori ove è indispensabile la copertura finanziaria per garantire i servizi essenziali.
Ritengo che il dimezzamento dei fondi, proprio dove mancano gli asili nido, rappresenti uno ‘schiaffo’ al Mezzogiorno, un atto propagandistico ove il Potere nella mani di una Politica negligente scarica sulle Regioni la responsabilità di supplire alle mancanze dello Stato come avviene nel campo della Sanità.
Ergo, ciò incrementa di conseguenza le capacità governative regionali; difatti, come Regione Puglia e come Governo Regionale di Centrosinistra, assieme al già Presidente Michele Emiliano e ora con il Presidente Decaro, abbiamo adottato una serie di interventi strategici e scostamenti di bilancio atti a garantire i servizi essenziali ai cittadini pugliesi.
Lo abbiamo fatto perché non riteniamo accettabile che le famiglie paghino l’assenza di uno Stato che non dispone risorse, non sostiene i più fragili, non favorisce la crescita demografica del Paese e non contribuisce a salvaguardare le famiglie e le donne.
Cosimo Borraccino
Consigliere Regionale