Una mossa inattesa che ridisegna la retroguardia nerazzurra.
Dalla qualità alla fisicità
La partenza di Pavard e l’arrivo di Akanji segnano un passaggio chiaro: meno costruzione raffinata e più forza nei duelli.
Il francese era un difensore bravo a impostare, mentre lo svizzero è più aggressivo in marcatura.
Chivu dovrà adattare il gioco a questa nuova caratteristica.
Equilibrio economico
Entrambe le operazioni sono state fatte in prestito oneroso con riscatto fissato a 15 milioni.
Il costo del prestito è diverso: 2,5 milioni quello del Marsiglia per Pavard, solo 1 quello speso dall’Inter per Akanji.
La differenza sta nel salario.
Akanji, senza Decreto Crescita, pesa circa 1,5 milioni in più rispetto a Pavard.
Verso nuove idee tattiche
Chivu ha sperimentato in estate un 3-4-2-1 non troppo convincente.
Ora potrebbe pensare a una difesa a 4, per mantenere il centrocampo a tre e schierare davanti un tridente ibrido con centrocampisti offensivi come Frattesi.
Un’ipotesi da provare in allenamento e forse in corso d’opera.
Prospettive per il futuro
Il cambio non altera i numeri della rosa, ma potrebbe influire sul modo di difendere.
Un Inter più dura nei duelli e meno elegante nell’impostazione potrebbe risultare più solida nelle partite decisive.
💬 Stepk dice la sua: scambio intelligente, che aggiunge muscoli e cattiveria agonistica.
Nel calcio di oggi, certe qualità contano più dei piedi raffinati.



