mercoledì, Agosto 5, 2026
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Europei, nuoto di fondo: Ginevra Taddeucci e Gregorio Paltrinieri, due pesci vela nella Senna. L’italia in cima al medagliere

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L’ITALIA CHE FA TREMARE IL MONDO: IL CAPOLAVORO AZZURRO CHE STA RIVOLUZIONANDO GLI EUROPEI

​C’è un momento preciso in cui uno sport smette di essere una semplice competizione e diventa un’epopea. Quel momento sta avvenendo adesso, nelle acque che l’Italia sta letteralmente trasformando nel proprio regno. Non è solo una questione di medaglie: è una dimostrazione di forza, rabbia agonistica, classe e orgoglio che ha ribaltato le gerarchie del continente.

Con una progressione mostruosa, la Nazionale azzurra ha compiuto il grande sorpasso nella Senna: scavalcata la Gran Bretagna e primo posto assoluto nel medagliere.

​Se volete capire cosa sia la fame di vittoria, basta guardare il volto di Ginevra Taddeucci. Quello che sta combinando in questa spedizione ha del prodigioso. Ieri si era presa la regina delle distanze, la 10 chilometri di fondo, domandola metro dopo metro e trascinando con sé sul podio una fantastica Linda Caponi, medaglia di bronzo al termine di una gara fatta di sofferenza, riscatto e cuore puro.

Sembrava il punto d’arrivo di una carriera, il coronamento di anni di sacrifici, e invece era soltanto l’inizio. Oggi la Taddeucci è rientrata in acqua per la 5 chilometri e ha concesso un bis da brividi: un altro oro leggendario, conquistato con una progressione finale irresistibile e una cattiveria agonistica da fenomeno vero. Due gare logoranti in quarantotto ore, due capolavori d’autore che la proiettano direttamente nella storia del fondo mondiale.

Gregorio Paltrinieri

​Tra gli uomini la gara ha regalato uno spettacolo ai limiti dell’umano. Il tedesco Florian Wellbrock si sta dimostrando un vero e proprio alieno delle acque aperte (ha chiuso in 55′ e 41″ con il passo di poco inferiore a 1’07” per ogni 100 metri), ha girato costantemente sui 14′ a giro, da1km  250 metri, tranne l’ultimo, dove è sceso sotto i 14 minuti, perchè costretto ad accelerare per via del rientro di Paltrinieri).

Proprio come la Taddeucci tra le donne, ha firmato un’impresa d’altri tempi stampando la doppietta d’oro sia nella 10 km che nella 5 km. Ma alle sue spalle ha ruggito ancora una volta Lui, Gregorio Paltrinieri. Chiamatelo immortale, chiamatelo il Capitano, ma la verità è che Greg non muore mai. In una 5 km tirata al limite del collasso, dove i giovani spingono dal primo metro e il ritmo taglia le gambe a chiunque, l’atleta azzurro, ha tirato fuori l’ennesimo bronzo da gladiatore.

Una prova d’orgoglio immensa, sostenuta dall’apporto costante di un gruppo di fondo leggendario, che vede protagonisti anche campioni come Domenico Acerenza e Marcello Guidi. Quando c’è da sputare l’anima negli ultimi cento metri di bagarre, la mano di Paltrinieri tocca sempre la storia.

Per super Greg, ancora una volta, la progressione finale, lo ha portato ad agguantare il terzo gradino del podio e, dopo la delusione del 4to posto nella 10 km di ieri, giustizia è fatta; ad oggi sono 101 le medaglie vinte dagli azzurri in questa disciplina.

​Tuffi

Tuttavia,  il ruggito dell’Italia non si ferma al mare e alle acque libere: risuona forte e chiaro ovunque, a 360 gradi. Dai trampolini è salita in cattedra una gigantesca Chiara Pellacani con 4 ori su 4 che,  tra le altre cose, è stata nominata  la migliore tuffatrice del 2025: quattro gare con i nervi d’acciaio,  eleganza e precisione chirurgica nei tuffi, che l’hanno  portata nell’Olimpo delle Dee del nuoto.

La giovane romana, si conferma il faro e la certezza assoluta del movimento azzurro,  capace di tirare fuori il salto perfetto e trovare l’entrata in acqua senza sbavature proprio quando la pressione si fa insostenibile e il margine d’errore è zero.

​Nuoto  sincronizzato

Completare questo affresco d’autore ci pensa la magia del nuoto sincronizzato (artistico), che sta regalando prestazioni da incorniciare. Gli azzurri e le azzurre hanno incantato le giurie internazionali nell’acrobatico, nel singolo e nel tecnico a squadre con routine da brividi, strappando medaglie pesantissime che testimoniano una crescita spaventosa.

Sincronismo perfetto, musica, atletismo spinto oltre ogni limite: è la dimostrazione palese che questo movimento non ha davvero punti deboli e sa vincere sia dove serve la battaglia fisica pura, sia dove dominano l’arte e la geometria dei movimenti.

​Tutti gli atleti andati a medaglia finora stanno contribuendo a quella che è già a tutti gli effetti una spedizione memorabile. Non siamo più di fronte a una semplice sequenza di successi individuali: questo è il manifesto di un Paese che ha imparato a dominare l’elemento acqua in ogni sua singola sfaccettatura. La Gran Bretagna guarda da dietro, l’Europa s’inchina e l’Italia continua a scrivere pagine indelebili di storia dello sport.

Notizia dell’ultima ora

Nel trampolino da 3 metri, vince il tedesco Wesemann con un ultimo salto mostruoso, in cui ottiene oltre 95 punti e stacca tutti. Per quanto riguarda gli italiani, Tocci giunge 7mo mentre Santoro 12mo. 

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