Le due nazionali di pallavolo maschile e femminile sono alla ribalta per le vittorie. Non dovrebbe essere cosi solo per questo
Volley maschile femminile – Può sembrare facile o difficile giocare a pallavolo se si guarda una partita da lontano. Ma noi italiani abbiamo dimostrato al mondo intero, sia maschile che femminile, che sappiamo essere dei veri campioni. Naturalmente chi scrive ha solo dei flebili ricordi di quando alle superiori provava a giocare a pallavolo. Con risultati così disastrosi che per la maggiore erano le volte che si metteva a fare da arbitro piuttosto che scendere in campo con i compagni.
Volley maschile femminile
Non vuol dire questo che chi fa l’arbitro di pallavolo sia un giocatore fallito, perchè vorrebbe dire che chi arbitra è un incapace. Si vuole solo dire che la pallavolo non è un gioco fatto per tutti. Che non ha dinamiche difficilissime come potrebbe averle il calcio o la pallacanestro guardando dagli spalti. Ma che giocare a pallavolo, rimanendo nel solco di questa discussione, è qualcosa che deve piacere nel profondo, per farlo. Come lo sport in generale.
Con la vittoria delle due nazionali italiane, quella maschile e quella femminile, sicuramente succederà come con il tennis. Infatti dopo la vittoria di Sinner e della Paolini, tanti bambini si sono precipitati nelle scuole di tennis per diventare come loro. Altrettanto con la pallavolo. E così la fiumana di bambini e bambine che spinti da Paola Egonu e da Alessandro Michieletto arricchiranno le schiere di giocatori del futuro.
La domanda come diceva Antonio Lubrano, sorge spontanea: perchè ci si ricorda di uno sport solo quando vince la nazionale? Si può guardare come il tennis sia rifiorito sulle reti ammiraglie Rai dopo che ci sono state le Coppe Davis. Senza dimenticare le imprese di Jannik Sinner contro Alcaraz e di Jasmine Paolini con Sara Errani nei vari tornei. Nessuno chiaramente vuole che l’attenzione vada tutta sul proprio sport. Ma non ci si può neanche nascondere dietro il paravento per cui serve l’impresa per avere attenzione. Lo sport è salute pubblica sempre, non solo quando ci sono delle medaglie in palio.
E non ci si può ricordare di una disciplina sportiva per se o per i propri figli perchè la si è vista in diretta televisiva mentre vince il proprio mondiale. Lo sport dovrebbe essere qualcosa che fa parte della propria vita anche nelle forme più semplici. Un momento di arricchimento personale e fisico, più o meno difficile da mettere in pratica. Ma con la consapevolezza che ci si ricorda di lui anche dopo che ovviamente le luci della ribalta iniziano a spegnersi.
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