Tra colpi riusciti e scommesse ancora da vincere
Non tutto è stato perfetto nel recente passato dell’Inter, e Cristian Chivu lo sa bene. Mentre Akanji si è rivelato un acquisto azzeccatissimo, diventando il perno centrale della difesa, il nome di Diouf continua a generare perplessità tra gli addetti ai lavori. Il centrocampista è ancora un vero e proprio oggetto misterioso all’interno della rosa nerazzurra, non riuscendo a incidere come sperato. Questa situazione ha spinto Chivu a chiedere una gestione più diretta delle operazioni di mercato, per assicurarsi che i prossimi innesti siano perfettamente funzionali al suo progetto tattico e non scommesse isolate della società.
Imparare dagli errori per il futuro
Il tecnico rumeno ha analizzato con lucidità quanto accaduto un anno fa, quando si ritrovò con giocatori come Sucic e Luis Henrique senza aver partecipato attivamente alla loro selezione. Per il nuovo corso, Chivu ha messo nel mirino Muharemovic e Palestra, convinto che la loro freschezza possa evitare nuovi casi simili a quello di Diouf. La parola d’ordine è coerenza: ogni acquisto deve rispondere a criteri fisici e tecnici precisi, necessari per abbandonare il 3-5-2 in favore di schemi più moderni. Chivu vuole muscoli, corsa e soprattutto quella capacità di saltare l’uomo che è mancata nei momenti cruciali della stagione.
La strategia per battere Allegri e Spalletti
Per superare concorrenti del calibro di Max Allegri al Milan e Luciano Spalletti alla Juventus, non si possono commettere passi falsi. L’Inter deve essere una macchina perfetta, capace di integrare i giovani talenti con i senatori del gruppo. Chivu ha dimostrato di saper lavorare bene con i ragazzi, come testimonia la permanenza fruttuosa di Pio Esposito. La dirigenza ora lo segue con totale fiducia, consapevole che solo attraverso una pianificazione condivisa si potrà costruire una squadra in grado di contendere il titolo al Napoli di Antonio Conte, basandosi su una solidità strutturale mai vista prima.





