venerdì, Giugno 26, 2026
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Referendum sulla Giustizia, il Consigliere Borraccino: ‘Votiamo NO per non assoggettare la giustizia e la magistratura al potere di chi governa’

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Referendum sulla Giustizia, il Consigliere Borraccino: ‘Votiamo NO per non assoggettare la giustizia e la magistratura al potere di chi governa’
Votare ‘NO’ al referendum sulla Giustizia il 22-23 marzo significa fare una scelta consapevole e conscia, un gesto il cui risultato cambierà inevitabilmente le sorti della giustizia italiana e che, di conseguenza, andrebbe a gravare sulla tutela dei cittadini che si ritroveranno a fronteggiare le decisioni del Governo con una magistratura nettamente più debole.
Il referendum non è espressione politica che si traduce in una netta contrapposizione tra maggioranza e opposizione, bensì una scelta ponderata che diviene sinonimo del ‘potere del popolo‘ che decide di dire e votare ‘NO’ alla volontà del governo Meloni di assoggettare la giustizia e la magistratura al potere di chi governa.
La Riforma Nordio è potenzialmente ingannevole in quanto non rafforza la giustizia e, di conseguenza, non la rende più efficiente ed equa.
Difatti:
• Riduce e indebolisce l’indipendenza della magistratura (autonomia e indipendenza, pilastri dell’ordinamento, vengono compromesse dalla creazione di due Consigli Superiori separati e dalla vulnerabilità che deriva da pressioni esterne)
– Non accelera i processi (non interviene sulle vere cause della lentezza dettate dalla carenza degli organici amministrativi, oltre al fatto di reperire e destinare risorse agli AUPP precari)
– Non migliora la qualità della giustizia (non affronta i problemi strutturali che incidono sulla vita dei cittadini)
• Carriere già separate (con la riforma Cartabia, giudici e PM hanno già percorsi differenti, quindi è una riforma costituzionale superflua)
• Alterazione dell’equilibrio costituzionale (i miglioramenti possono essere apportati attraverso l’introduzione di leggi ordinarie)
– PM più controllabili dal potere politico (controllo politico più forte poiché, in tal modo, aumenterebbe la dipendenza dei PM dagli organi politici riducendo la capacità di indagare in piena autonomia)
– Colpisce il CSM (indebolimento dell’autogoverno a causa della frammentazione e il ridimensionamento del Consiglio Superiore della Magistratura)
• Minore tutela per i cittadini (meno protetti dagli abusi di potere)
– Introduzione del sorteggio al posto del voto (‘vulnus democratico’, ovvero un indebolimento dei principi della democrazia dettati dall’eliminazione della rappresentanza e dall’aumento del problema delle correnti politiche)
– Rompe l’equilibrio tra i poteri dello Stato (mina il potere giudiziario attraverso l’assoggettazione dei rapporti tra magistratura, Parlamento ed Esecutivo)
– Costi elevati (la presenza di un doppio CSM e di un’Alta Corte di Giustizia andrebbero a inficiare sui costi di gestione e, di conseguenza, ulteriori spese che andrebbero a gravare sulle tasche dei cittadini)
– Si vota senza conoscere il sistema finale (votazione fatta senza conoscere i decreti attuativi che illustrerebbero le modalità con cui funzionerebbe il nuovo sistema)
Una riforma non prioritaria che si traduce nel tentativo, da parte del governo, di indebolire l’indipendenza della magistratura e di porsi al di sopra della legge.
Sono convinto che sia doveroso tutelare un sistema giudiziario indipendente poiché essenziale per la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali, per tale motivo occorrerà votare per il ‘NO!’

Cosimo Borraccino

Consigliere Regionale

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