Tudor Juventus, un’avventura iniziata dopo il fallimento di Thiago Motta. Ora il tecnico croato, dopo una serie di risultati non esaltanti è finito inevitabilmente sulla graticola.
Certo, cinque pareggi consecutivi ed una sconfitta, non sono il minimo che si possa ottenere in sei partite, ma poco ci manca.
Quello che preoccupa di più è l’atteggiamento della squadra.
Giocatori svuotati e senza nessun stimolo; nemmeno sotto di 2 gol hanno accennato una reazione.
E’ mancato evidentemente l’ultimo passaggio ed anche il tiro dentro lo specchio della porta; ma ancor di più non si è visto ne carattere, ne voglia di giocare la gara.
Questo è un segnale bruttissimo che mette Tudor spalle al muro.
Un dato come questo non ha nessun tipo di giustificazione plausibile.
Il tecnico racconta di una squadra che gioca, che da tutto ciò che ha; ma a vedere la partita contro il Como, nessuno, nemmeno il più ottimista, può avere una sensazione simile.
Prendersi in giro non serve a nessuno, ed un esame di coscienza all’interno dello spogliatoio sarebbe la prima cosa da fare.
Perché si scende in campo senza la voglia di vincere, di giocarsi la partita fino in fondo?
Quando si va al tiro, lo si fa senza convinzione, senza la cattiveria sufficiente, difficilmente si batte il portiere avversario.
Insomma, Tudor non è riuscito ad infondere nei suoi calciatori l’abc del gioco del calcio, a prescindere dai moduli e dallo “sfruttamento” dei calciatori a disposizione (criticabili o meno).
Ora è davanti ad un bivio, o inverte la tendenza da subito, o rischia grosso.
Real Madrid e Lazio non sono proprio i clienti ideali per ripartire, ma visti i risultati ottenuti con Como e Verona, un avversario vale l’altro.




















