Il tifo rossonero deve ancora metabolizzare la scelta di Gerard Joseph Cardinale. Il numero uno del club di viale Aldo Rossi ha deciso di azzerare completamente i vertici di dirigenziali dopo la terribile sconfitta interna contro il Cagliari e l’addio alla Champions League.
Inoltre, ha sollevato dall’incarico Massimiliano Allegri e il suo staff tecnico. Un cambio radicale, inaspettato ma non troppo. Il proprietario della società meneghina, in una recente intervista aveva messo sotto accusa praticamente tutti.
E dalle parole è passato ai fatti, congedando il direttore sportivo Igli Tare, l’amministratore delegato Giorgio Furlani, il direttore tecnico Geoffrey Moncada (prossimo ad accordarsi con il Nizza e a tornare in Ligue 1) e l’allenatore con il quale si pensava di aprire un ciclo.
Adesso, si tratterà di capire quale direzione prenderà il Milan e si fanno tante ipotesi. Tuttavia, la tifoseria è sul piede di guerra, vuole che venga allontanato anche Zlatan Ibrahimovic. Sono stati appesi degli striscioni in merito davanti alla sede sociale e allo stadio.
L’ex attaccante non ha un ruolo all’interno dell’organigramma rossonero, ma ha delle quote in RedBird ed è consigliere personale del plenipotenziario americano. Sembra che dietro a questa improvvisa e drastica rivoluzione totale, ci sia proprio la spinta dello svedese.
Di cui il fondatore di RedBird si fida pressoché ciecamente. Ma il tifoso (vero patrimonio di ogni club) non può non fare a meno di notare quanto segue: è stato lui a spingere per Igli Tare come d.s., quando Giorgio Furlani voleva Fabio Paratici; ha voluto Emerson Royal spacciandolo per il nuovo Cafú e Santiago Gimenez caricandolo di eccessive pressioni con paragoni improponibili con Christian Vieri e se stesso; ha scelto personalmente Paulo Fonseca, Sergio Conceicao e Massimiliano Allegri; è il principale artefice del fallimento del Milan Futuro affidato al suo amico Jovan Kirovski; ha gestito malissimo la crescita di Francesco Camarda.
Questo e altro è sotto gli occhi col tutti, compresa l’uscita davanti alla telecamere per dire che il boss è lui e che come tale comanda. Ci si chiede con quale criterio possa essere decisivo in questo progetto? Paolo Maldini fece esperienza alle spalle di Aranjo Leonardo (a sua volta aveva assorbito il mestiere da Adriano Galliani).
Lui da chi ha imparato il mestiere? Rimane una sensazione di fondo: il Milan rischia di perdere altri anni prigioniero di un fondo americano e di un ex giocatore improvvisatosi dirigente in pectore.












