venerdì, Luglio 10, 2026
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Italia, Regina della Davis: Tris Storico!

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L’Italia, Regina della Davis: Tris storico!

Il tennis italiano riscrive la storia. Non una, non due, ma tre volte consecutive l’Italia ha conquistato l’ambita “Insalatiera” della Coppa Davis, culminando il suo trionfo con la vittoria nell’edizione 2025. Un’impresa che eleva la squadra azzurra nell’Olimpo delle grandi Nazionali, affiancandola, seppur distanziata,  a miti come Australia e Stati Uniti nell’albo d’oro della competizione. I canguri l’hanno vinta 28 volte mentre gli americani 32.

​L’ultimo successo, ottenuto davanti al pubblico di casa a Bologna, ha un sapore ancora più epico. Un trionfo corale, di carattere, di lungimiranza e progettazione del movimento, maturato in assenza delle sue stelle più luminose, Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Questa vittoria non è solo un trofeo, ma la certificazione della leadership mondiale del tennis maschile italiano.

​Il cammino è stato un crescendo di emozioni. Arrivati alle Finals senza i suddetti top-player, il Capitano Filippo Volandri ha saputo forgiare un gruppo compatto, guidato da atleti in stato di grazia e da veterani di esperienza. I riflettori sono stati puntati su due protagonisti eccezionali quali: Matteo Berrettini e il diesel Flavio Cobolli.

​Berrettini, tornato in grande forma, ha dominato i suoi singolari, mostrando quella potenza e quel servizio che lo avevano portato a essere un finalista Slam. La sua compostezza e la sua esperienza sono state un faro per tutta la squadra. Nella finale contro la Spagna, ha superato con autorità Pablo Carreño Busta (n. 89 Atp.), fissando il primo punto con un risultato netto che ha dato fiducia a tutti.

La cronaca in breve

L’ex numero 7 Atp, ora n. 56 del ranking, ha  conquistato la vittoria con un perentorio 6-3, 6-4 (in 1h 19′), dove ha trovato la resistenza del suo antagonista, nel primo set, fino al 3-3, mentre nel secondo, fino al 4-4, quando in entrambi i frangenti ha strappato il servizio ed ha consolidato il  successo, fatto anche di giocate pregevoli, sia di forza che di tecnica, con il suo stile inconfondibile ed unico. Micidiali i suoi dritti che non lasciano scampo a nessuno.

​Il punto decisivo è arrivato dalla racchetta di Flavio Cobolli, l’uomo della rimonta. Di fronte allo spagnolo Jaume Munar, dopo un primo set perso 6-1, il giovane romano ha tirato fuori una prestazione di cuore e nervi saldi, trionfando in una battaglia tesa e drammatica, chiusa al terzo set. La sua esultanza liberatoria è diventata l’immagine simbolo di questo successo, un mix di talento giovanile e grinta inarrestabile. Insomma, un urlo come quello  di Marco Tardelli nella finale Mondiale del 1982 contro la Germania di Rumenigge.

Il pericolo scampato

Il primo set è stato da incubo, dove l’azzurro è riuscito a fare il suo primo punto solo dopo il 5-0, molto tirato, dell’iberico, che non ha frenato la marcia inarrestabile dello stesso, alla sua migliore stagione della carriera, in cui è salito al numero 36 del ranking Atp.

Ma Il timore che Flavio Cobolli capitolasse ad inizio del secondo set, è stato palese quando Munar, già in vantaggio per 1-0, sembrava invincibile, ma proprio a quel punto, è iniziata la rimonta del capitolino che (nato a Firenze), punto dopo punto, ha costruito la sua vittoria con tenacia e spirito indomito. La battaglia, chiusa al tie-break per 7-5,  è durata 90′, dopo i 35′ del primo.

Nel terzo set (durato 51′), invece, l’equilibrio resta fino al 5-5, quando l’italiano strappa il servizio  portandosi sul 6-5, per chiudere in trionfo sul 7-5,  senza lasciare alcun punto all’ostico Munar, che ammaina bandiera bianca e consegna la Terza Insalatiera (rotta durante i festeggiamenti, ma pur sempre valida) agli azzurri.

​Tuttavia, è giusto ricordare che  il trionfo è di tutta la squadra. Non si può dimenticare, infatti,  l’apporto fuori dal campo, di un pilastro come Lorenzo Sonego, poi dei doppisti Simone Bolelli e Andrea Vavassori, i quali, pur non essendo mai scesi in campo, hanno sempre tenuto alta la concentrazione per un loro eventuale impiego;  oltreché alla sapiente guida di Volandri, un vero Capitano  capitato al posto giusto nel momento giusto, e di tutto lo staff che comprende fisioterapisti, medici, allenatori e nutrizionisti.

Un periodo d’oro per il tennis azzurro

Questa Coppa Davis è il coronamento di un periodo d’oro per il tennis azzurro, che per il terzo anno consecutivo vede l’Italia trionfare  nella competizione maschile, mentre per il secondo anno, anche nella Billie Jean King Cup femminile. È la dimostrazione che il sistema Italia funziona, che il vivaio è fertile e che la mentalità vincente si è definitivamente radicata.

​Tutto ciò dimostra la forza di questo gruppo, che senza i suoi giocatori migliori, ha saputo riorganizzarsi, responsabilizzarsi e unirsi per la conquista di un sogno impensabile fino a 5/10 anni fa,  facendo dell’Italia la regina della Davis. Adesso si volta pagina con riposo e festeggiamenti al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Le nazionali con più Coppe Davis vinte

USA: 32

Australia: 28

Inghilterra e Francia: 10

Svezia: 7

Spagna: 6

Italia: 4

Germania e Russia: 3

Repubblica Ceca e Croazia: 2

Svizzera, Serbia, Sudafrica, Argentina, Canada, Cecoslovacchia: 1.

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