giovedì, Luglio 9, 2026
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Zhegrova, l’ora non arriva mai: Juventus in allarme e Real Madrid nel mirino

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Juventus, ancora stop per Zhegrova

L’attesa si allunga.
Edon Zhegrova dovrà ancora rimandare il suo vero debutto con la maglia della Juventus.
Doveva essere il suo momento, la sua occasione per accendere la fantasia bianconera, ma il destino ha deciso diversamente.
Niente Como oggi, e quasi certamente niente Real Madrid mercoledì sera.
Una doppia rinuncia che pesa come un macigno sulle scelte di Igor Tudor, costretto a ridisegnare l’attacco senza il suo esterno più imprevedibile.

Tutto nasce da quelle due apparizioni in nazionale.
Due brevi frammenti con il Kosovo, neppure un’ora in campo, sufficienti però a riaccendere vecchi fastidi nella zona dell’anca e del pube.
Piccoli dolori, sì, ma persistenti, e soprattutto localizzati proprio dove in passato il giocatore aveva già sofferto.
Al ritorno a Torino, Zhegrova ha subito riferito le sue sensazioni allo staff medico, e gli esami hanno confermato un risentimento muscolare che richiede prudenza.
«Ha un risentimento e contro il Como non ci sarà», ha spiegato Tudor, quasi rassegnato, nella conferenza della vigilia.

Juventus, emergenza in corsia

Il forfait di Zhegrova complica ulteriormente la gestione delle rotazioni offensive.
L’allenatore croato dovrà fare a meno di una delle sue armi più duttili, capace di dare imprevedibilità sulla destra e di creare superiorità numerica nell’uno contro uno.
Con l’ex Lilla fuori causa, la Juventus perde una soluzione preziosa anche in vista della sfida di Champions contro il Real Madrid, una gara che avrebbe rappresentato per lui la ribalta perfetta.
Zhegrova, infatti, aveva mostrato in allenamento un’intesa crescente con i compagni e una condizione in miglioramento, ma l’infortunio ne ha nuovamente frenato l’ascesa.
In questo momento, il suo minutaggio in bianconero resta fermo a 36 minuti complessivi, troppo pochi per giudicare ma abbastanza per intravedere un talento cristallino.

Tudor e la gestione delle assenze

Per Igor Tudor la situazione non è semplice.
Tra acciacchi, rotazioni e impegni ravvicinati, l’allenatore deve continuamente reinventare la sua Juventus.
L’assenza di Zhegrova si somma a quella di altri elementi ancora in fase di recupero, lasciando la squadra un po’ corta sugli esterni.
Contro il Como, formazione ben organizzata e guidata da Cesc Fabregas, serviranno equilibrio e attenzione, ma anche la capacità di colpire nei momenti giusti.
Zhegrova, con la sua capacità di saltare l’uomo e creare varchi, sarebbe stato perfetto per spaccare la partita.
La sua mancanza obbligherà Tudor a cercare nuove soluzioni tattiche, forse con João Mário o Cambiaso più alti, o con un centrocampo più folto per compensare la perdita di brillantezza offensiva.

Prospettive per il futuro

Il prossimo obiettivo è il Bernabeu, ma la presenza di Zhegrova appare in forte dubbio.
Lo staff medico juventino non vuole rischiare nulla, anche perché la stagione è lunga e l’ex Lilla rappresenta un investimento tecnico importante.
Meglio un’assenza oggi che un guaio muscolare domani.
La speranza è di riaverlo al cento per cento dopo la sosta di fine mese, quando il calendario offrirà un minimo di respiro e Tudor potrà reinserirlo gradualmente nel gruppo.
Il giocatore, da parte sua, scalpita.
Si allena a parte, con programmi personalizzati e grande determinazione, perché vuole farsi trovare pronto al momento giusto.
E quel momento, per quanto rinviato, arriverà.
Zhegrova non è uno che si arrende: chi lo conosce sa che dietro il suo sorriso c’è una fame profonda, quasi orgogliosa, la voglia di dimostrare che la Juventus ha fatto bene a credere in lui.

L’Angolo Tattico di Stepk ⚽

Il caso Zhegrova apre una riflessione tattica interessante.
Con il kosovaro fuori, Tudor perde un profilo atipico nel suo scacchiere: un esterno puro, capace di rompere gli equilibri con accelerazioni improvvise e con un dribbling che pochi in rosa possono replicare.
Senza di lui, la Juventus tende a sviluppare il gioco in maniera più orizzontale, affidandosi ai movimenti coordinati delle mezzali e all’ampiezza dei terzini.
Ma è proprio lì che si perde l’imprevedibilità: la mancanza di un’ala di strappo limita le opzioni di transizione veloce, rendendo più complesso sorprendere le difese chiuse.
Contro squadre come il Como o, soprattutto, il Real Madrid, un elemento come Zhegrova può cambiare il volto del match in pochi minuti.
Il suo rientro, dunque, non sarà solo un fatto fisico ma anche tattico.
Restituirà ai bianconeri quel pizzico di genio che oggi manca nelle corsie, quell’estro balcanico che trasforma un possesso sterile in un lampo di magia.
Fino ad allora, Tudor dovrà affidarsi all’ordine e alla coralità, sperando che la luce di Zhegrova torni presto a illuminare la manovra juventina.

Articolo a cura della Redazione di Notizie Sportive
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